La beffa dei rimborsi Irpef, lo slittamento forzato e le promesse disattese nei confronti di milioni di cittadini.

Rimborso Irpef
Rimborso Irpef (Adobe)

Il rimborso Irpef non arriva, e forse non arriverà nemmeno nei mesi prossimi. Il sogno, la speranza degli italiani era quella, cosi come era stato promesso, di vedere i rimborsi direttamente in busta paga. Una verifica nei per le modalità di pagamento degli oneri detraibili ha fatto si che i tempi si allungassero e che al momento venissero bloccate tutte le operazioni di erogazione dei rimborsi Irpef in questione. Il termine fissato per l’invio dei rimborsi resta in ogni caso quello precedente e cioè il prossimo 30 settembre.

L’incompatibilità tra tempi e pagamenti è dovuta, di fatto dai ritardi e dai rallentamenti nelle operazioni di controllo riguardanti i modelli 730. A questo punto si renderanno necessarie per il Fisco ulteriori controlli che faranno in modo che le operazioni di invio dei rimborsi Irpef non arrivino nelle modalità e nei tempi prestabiliti. Rallentamenti che toccheranno anche altre strutture del comparto fiscale. Vediamo cosa potrebbe cambiare.

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Tasse (Fonte foto: web)

Tutto gira intorno alle scadenze di consegna del modello 730. Chiaramente la trasmissione del 730 determina l’invio dei soldi da parte dello Stato sotto forma di rimborso Irpef. Le sue cose sono chiaramente collegate. Slittando le date di scadenza della trasmissione del modello 730, slitta, chiaramente anche la data di erogazione del rimborso Irpef. Le due cose sono strettamente e necessariamente collegate. I ritardi arrivano da qui, da questa spinosa situazione.

Il nuovo calendario delle scadenza per la trasmissione del modello 730 dovrebbe seguire le seguenti istruzioni:

  • entro il 15 giugno, per le dichiarazioni presentate entro il 31 maggio;
  • entro il 29 giugno, per le dichiarazioni presentate dal 1° al 20 giugno;
  • entro il 23 luglio, per le dichiarazioni presentate dal 21 giugno al 15 luglio;
  • entro il 15 settembre, per le dichiarazioni presentate dal 16 luglio al 31 agosto;
  • entro il 30 settembre, per le dichiarazioni presentate dall’1 al 30 settembre.

In questa fase gli italiani chiedono di ripartire, e chiedono di farlo con la tutela dello Stato. La tutela che nei mesi scorsi si è fatta sentire, si è avvertita e non poco, ma che ultimamente causa ritardi, confusioni e quant’altro sembra vacillare. Gli italiani chiedono garanzie e chiedono sicurezza.

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Il rimborso Irpef arriverà, in ritardo ma arriverà. Le promesse sono state certo disattese, ma nulla dovrebbe essere compromesso. La scadenza resta quella del 30 settembre, cosi come stabilito in precedenza. Il resto lo farà lo Stato, provando a non deludere i propri cittadini.