Non è solo questione di competenza. Per chi somministra il vaccino anti-Covid, i compensi sono diversi in base anche al luogo.

Vaccinazione costi
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E’ vero che la vaccinazione contro il Covid-19 è un diritto per tutti e che consentirà di superare insieme la pandemia. Ma è vero pure che quello del vaccinatore è un lavoro come un altro. E, in quanto tale, richiede una remunerazione. Certo, è difficile parlare del somministratore come un lavoro a sé stante. Si tratta perlopiù di medici che, vista la situazione di emergenza, hanno prestato le loro competenze per la somministrazione dei rimedi anti-Covid. Tuttavia, nonostante all’apparenza tutto sembri speculare fra un hub e l’altro, esistono delle differenze sostanziali.

Anzi, a dirla tutta, i somministratori vengono persino retribuiti in modo differente. Con il risultato, probabilmente, di scontentare qualcuno vista la sostanziale parità del ruolo svolto. Al momento, tutto avviene negli hub dedicati. Presto, però, l’incombenza delle vaccinazioni potrebbe passare ad altri presidi territoriali, richiedendo anche ad altre figure di vestire i panni del vaccinatore. La stessa Federazione italiana medici di medicina generale ha alzato il pressing affinché la pratica dei vaccini venga eseguita presso gli studi medici di famiglia. Una mossa per mettere anche a miglior agio il paziente, che potrebbe contare su una figura di fiducia.

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Vaccino e… vaccinatore: quali somministratori prendono di più

A ogni modo, in attesa che si concretizzino le nuove condizioni, restano i termini in uso. E si tratta di un sistema che porta le sue retribuzioni. Il servizio di vaccinazione negli hub, infatti, è retribuito in base a determinati criteri che, naturalmente, verrebbero meno nel caso si dovesse procedere con la decentralizzazione delle vaccinazioni. Secondo quanto riferito dal segretario di Anaao Assomed, Carlo Palermo, la produttività aggiuntiva fornita dal medico vaccinatore viene retribuita 80 euro l’ora. Diverso il discorso per quanto riguarda gli specializzandi: in questo caso si parlerebbe di 40 euro l’ora, fermo restando che nessuno dei medici può superare le 10 ore settimanali. Per uno specializzando, si parlerebbe di un’aggiunta di 1.600 euro al mese, oltre alla borsa di studio.

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Prezzi diversi per i medici di famiglia. Per il sindacato dei medici italiani ci si posizionerebbe sui 6,16 euro a iniezione qualora si prosegua nell’hub. Negli studi medici, invece, si andrebbe con 2,50 euro di surplus per la prima dose, relativi all’acquisto dei dispositivi di protezione. I farmacisti, in questo senso, andrebbero meglio con 12 euro a vaccino. Un prezzario differente, in pratica. A secondo di chi e dove somministra. Anche per questo si starebbe pensando di demandare il tutto ai medici di base. Ogni medico di famiglia potrebbe seguire un massimo di 1.500 pazienti. Per chi dovesse riuscire a mettere in ordine le fila, si ragionerebbe sugli 8 mila euro.