Conto corrente e pensione, tocca sapere cosa è e cosa non figura tra le cose pignorabili, viste le scadenze

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Soldi (Fonte foto: web)

Pochi giorni ancora e poi arriva il momento tanto temuto. A giugno di fatto, ripartono i pignoramenti, non sono pochi, i contribuenti che rischiano. Tutto, salvo una proroga di un ulteriore mese di pace fiscale, che a questo punto, arriverebbe in extremis. Non è detto però, che l’ultimo giorno che salva tutti slittino dal 30 maggio al 31 giugno.

Ma chi è indebitato, è ancora in tempo per proteggere pensioni e conto corrente? Effettivamente i conti corrente, sono tutti pignorabili visto che sono cambiate le norme. Se fino a pochi anni fa le banche potevano rilasciare un Iban non pignorabile, ora non è più così. Ecco perché si rischia sempre di più.

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Conto corrente e pensione: cosa non è pignorabile

Qualcosa si può sempre salvare. In effetti, niente potrà pignorare quello che non è in attivo su un conto corrente. Significa, in poche parole, che se il correntista preleva tutto lo stipendio ogni volta che gli viene accreditato e lascia il conto a zero, non vi si troverà nulla da sequestrare. Non sono pignorabili nemmeno i conti corrente affidati, quindi con un fido attivo ed automaticamente, un saldi negativo. Non possono essere pignorati, nemmeno i conti ai quali vengono accreditate assicurazioni sulla vita, pensioni di invalidità o assegni di accompagnatore per i disabili.

Dal conto corrente, campo per cui invece a luglio arriveranno diverse cattive notizie, si passa alle pensioni. Se quest’ultima è accreditata su un conto corrente, non può essere pignorata per intero, bisogna invece tener conto della quota minima vitale. Per il 2021, la quota di pensione minima ad esempio, è di 690,42 euro. Se invece il pignoramento partisse prima dell’arrivo della pensione, l’Inps è tenuta a prelevare solo il 20% dell’importo in eccedenza al minimo vitale.

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Ma ora bisogna capire come si svolge, il pignoramento. Se sul conto corrente di riferimento oltre alle somme della pensione, ci sono altre somme, si potrà pignorare soltanto la parte in eccedenza sul triplo dell’assegno sociale, e quindi 1.380,84 euro. Su tutte le cifre minori non si può praticare il pignoramento, mentre se la giacenza è maggiore, si potrà toccare solo la somma che appunto eccede.