Cantautore, chansonnier, artista inimitabile e autore di testi entrati nella storia. Ecco chi è Renato Zero e qual è il suo guadagno.

Renato Zero

Renato Zero è sicuramente da annoverare fra i più grandi cantanti italiani di ogni tempo, showman e chansonnier. Abilità istrionica innata, capacità di scrittura che è un vero e proprio dono, Zero ha regalato agli appassionati di musica alcuni dei testi più belli della musica leggera italiana. Poesie che hanno segnato un’epoca ma anche ballate ritmate con quel tocco di trasgressività che segnarono la prima parte della sua cinquantennale carriera.

Renato Zero: chi è, altezza, peso, età, luogo e data di nascita

  • Nome e cognome: Renato Fiacchini, in arte Renato Zero
  • Altezza: 175 cm
  • Peso: circa 81 kg
  • Data di nascita: Roma, 30 settembre 1950

Renato Zero: famiglia, giovinezza e figli

Originario della zona di Via di Ripetta, figlio di Domenico e Ada, Renato cresce nel quartiere della Montagnola, a Roma. Appena nato, come da lui spesso ricordato, fu sottoposto a un delicato intervento di trasfusione sanguigna, dovuta a una grave forma di anemia emolitica neonatale. Iscritto all’Istituto per la cinematografia e la televisione “Roberto Rossellini”, il giovane Renato interrompe gli studi al terzo anno. Una scelta dettata dalla sua passione per l’arte e la musica, che lo porta a dedicarsi completamente a esse. Renato Zero ha anche un figlio, Roberto Anselmi Fiacchini, adottato nel 2003.

Renato Zero: carriera e nome d’arte

Ci vorrebbe letteralmente il mare. “Sei uno zero”, gli dicono i denigratori. Lui, per dirla alla Tyrion Lannister, “ne fa la sua armatura”. Diventa Renato Zero, si esibisce in piccoli romani travestendosi per dar sfogo al suo estro ma anche in barba a chi lo definiva una nullità. E’ la fine degli anni Sessanta: nella Roma bene si esibisce al Piper, dove lo nota Don Lurio. E’ la sliding door verso la fama. Tra caroselli e primi programmi, serate e prime canzoni, nasce anche l’amicizia con le sorelle Berté, Domenica e Loredana. Due artiste che, come lui, faranno una carriera leggendaria come Mia Martini e Loredana Berté.

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Renato Zero: canzoni

Un’infinità. Il primo album è datato 1973, No, mamma! No!, titolo d’esordio e scatola dei suoi primi successi. Da lì, una produzione sterminata: Invenzioni, Trapezio, Zerofobia, Zerolandia, EroZero, TreguaE siamo solo alla fine degli anni Settanta. Un successo strepitoso sarà il suo Artide Antartide, datato 1981 e con titoli come Il jolly, Per carità, Ciao Stefania e Marciapiedi. Il suo istrionismo si riflette anche nei testi. Parla di maschere, di vite vissute con un trucco. Di un Carrozzone che avanza da sé, che diverrà il titolo di una delle sue canzoni più celebri. Ma parla anche di Manichini, nemmeno per sogno inanimati. In seguito, da buon chansonnier, interpretazioni sublimi e testi meravigliosi: Il cielo, Più su, Si sta facendo notte, I migliori anni della nostra vita, solo per citarne alcuni.  E pensare che il suo primo 45 giri vendette solo 20 copie: un flop clamoroso.

Renato Zero: Sanremo

Due partecipazioni. Nel 1991 si classificò secondo, subito dietro Riccardo Cocciante e la sua Se stiamo insieme. La canzone di Mariella Nava, Spalle al muro, riceverà un’ovazione che costringerà i presentatori Edvige Fenech e Andrea Occhipinti a richiamarlo sul palco dopo l’esibizione. “Vecchio” è il leitmotiv di quella canzone. Quell’epiteto che affibbiano a chi raggiunge una certa età e viene considerato superato, nonostante i suoi pensieri, le sue emozioni e la sua voglia di continuare a dire ciò che pensa e ciò che sogna. La seconda partecipazione due anni dopo, quinto posto. Una canzone che è anche una preghiera, Ave Maria.

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Renato Zero: ultimo album

Zerosettanta. Come i suoi anni. Tre volumi al contrario, figli di tanta vita vissuta e di tante riflessioni maturate durante la pandemia. Tredici, quattordici e dodici titoli, canzoni che confezionano un cofanetto d’eccezione, uno dei suoi più importanti lavori del Nuovo millennio. Un’accoglienza, da parte del pubblico, straordinaria come in passato.

Renato Zero: stipendio e patrimonio

Domanda legittima ma per i fan non è certo la prima che viene a porsi. Per i più curiosi, il reddito dichiarato nel 2006 era compreso fra i 785.001 e i 328.240 euro. Sicuramente, visti i 15 anni trascorsi, la cifra sarà lievitata anche se non vi sono riscontri ufficiali. Secondo alcune testate, solo per il tour Zerovskij del 2017 si portò a casa una cifra pari a oltre 9 milioni. Con la partecipazione a Sanremo come ospite (2016) il cachet fu di 50 mila euro.