Niente soldi, nonostante l’operazione fosse andata a buon fine. Dal bancomat, la vicenda si è incuneata nei meandri della burocrazia. Senza uscirne.

Bancomat
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Una brutta disavventura maturata dinnanzi a uno sportello bancomat. Questa volta, però, di mezzo non c’è nessun dispositivo di clonazione, né un blocco indesiderato della carta. Quella capitata a un 78enne di Dolianova, nella provincia del Sud Sardegna, è una vicenda davvero bizzarra ma che rischia di provocare una fastidiosa ripercussione. L’uomo coinvolto, come raccontato da lui stesso a Castedduonline.it, è stato in passato un interprete Nato. Quello che gli è successo al bancomat di Corso Repubblica, però, è una vicenda che sembra addirittura più complessa di un’operazione di geostrategia globale. Ed è un paradosso naturalmente.

Una mattina come tante, recatosi al bancomat per un prelievo, il 78enne ha digitato l’importo di 500 euro, procedendo regolarmente nell’operazione. Al momento dell’erogazione del denaro, tuttavia, dalla bocchetta non è uscito nemmeno un centesimo. A quel punto, l’uomo si reca all’interno dell’ufficio postale per parlare con il direttore. L’inizio di un’odissea che probabilmente non si sarebbe mai aspettato. Come primo passo, davanti ai suoi occhi è stato compilato un modello di contestazione addebito per i servizi Bancoposta. Destinazione, la direzione nazionale delle Poste, con sede a Roma.

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Preleva i soldi… anzi no: niente soldi dal bancomat e ora…

Tuttavia, pare proprio che quel modulo non dovesse compiere un giro così lungo. In effetti, secondo il direttore dello sportello, il documento non doveva essere spedito a Roma e, per questo, è iniziato uno stallo che dura ancora oggi. Il tentativo di prelievo è avvenuto il 28 maggio scorso e, da quel momento, dei soldi nemmeno l’ombra. Eppure per l’uomo si tratta di una parte sostanziale della sua pensione, da 1.300 euro complessivi. Dal momento dell’intoppo al bancomat, il correntista sta cercando in tutti i modi di riavere quel denaro, “indebitamente trattenuto”.

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La faccenda però sembra essere lunga. Una serie di rimpalli da un ufficio all’altro che stanno provocando disagi clamorosi all’uomo, che ha fatto sapere di aver voluto prelevare quei 500 euro per aiutare suo figlio con delle cure. Senza contare l’affitto da pagare (450 euro al mese) e tante altre esigenze, fra utenze e spese ordinarie. Il 78enne ha fatto sapere che depositerà una denuncia ai Carabinieri, allo scopo di accelerare la risoluzione della vicenda. L’appello è di quelli drammatici: “Non posso nemmeno pagare l’assicurazione dell’auto. E’ come se fossi prigioniero in casa”. Effetti collaterali e deleteri della burocrazia.