Quali sono i termini di prescrizione da considerare per i tributi locali, come Imu, Tari e bollo auto? Entriamo nei dettagli e scopriamolo assieme.

Bollo auto, occhio alle sanzioni: il rischio è molto alto
Pagamenti auto (Fonte foto: web)

Il 2020 si rivela essere, senz’ombra di dubbio, uno di quegli anni che difficilmente riusciremo a dimenticare. Segnato dall’impatto del Covid, questo virus ha portato con sé delle ripercussioni negative sulle nostre esistenze, sia dal punto di vista sociale che economico. Al fine di contrastarne la diffusione, infatti, il governo ha deciso di adottare una serie di misure restrittive. Un contesto particolarmente complicato, che ha visto molti imprenditori abbassare le serrande delle proprie attività, con inevitabili ripercussioni dal punto di vista della gestione del budget famigliare.

Riuscire ad affrontare le varie spese risulta sempre più difficile, tanto che circa 830 mila genitori hanno rinunciato a curare i figli a causa della crisi economica in corso. Proprio per questo motivo il governo ha deciso di approvare una serie di aiuti economici a favore delle persone maggiormente colpite dalla situazione, come quelli approvati con il recente Decreto Sostegni Bis. Allo stesso tempo sono in molti a chiedersi quali siano i termini di prescrizione da considerare per i tributi locali, come Imu, Tari e bollo auto. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Imu, Tari e bollo auto, occhio alla prescrizione: ecco come funziona

Imu Bologna
Foto: Web

Oltre ai tributi di competenza dello Stato, anche i tributi locali non sono più dovuti una volta decorso il termine di prescrizione. A tal proposito è bene sapere che l’Imu e la Tari sono imposte il cui prelievo finisce direttamente nelle casse dei Comuni. Proprio quest’ultimi, infatti, si occupano della relativa attività di accertamento e riscossione.

Come si evince dall’articolo 1, comma 161, della Legge numero 296 del 27 dicembre 2006, infatti: “Gli enti locali, relativamente ai tributi di propria competenza, procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonché all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato. Gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati“.

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Questo, quindi, vuol dire che il termine di prescrizione dei tributi locali è di 5 anni. Per quanto riguarda la prescrizione del bollo auto, invece, è di tre anni, a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui la tassa automobilistica doveva essere versata. Ad esempio se il contribuente non ha pagato il bollo auto relativo all’anno 2019, la Regione ha tempo fino al 31 dicembre 2022 per notificargli l’avviso di accertamento con relativa intimazione a versare la somma dovuta.