Brutte notizie in arrivo per molti contribuenti che a breve si ritroveranno a dover fare i conti con un vero e proprio incubo. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Pignoramento
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Il 2020 è stato segnato dall’impatto del Covid che è entrato prepotentemente nelle nostre vite, portando con sé delle ripercussioni negative, sia dal punto di vista sociale che economico. Al fine di contrastarne la diffusione, infatti, ci viene chiesto di prestare attenzione a vari accorgimenti come ad esempio il distanziamento sociale o l’utilizzo delle mascherine. Se tutto questo non bastasse, molti imprenditori hanno dovuto abbassare le serrande delle proprie attività, costringendo molto persone a dover fare i conti con una difficile gestione del bilancio famigliare. Riuscire a fronteggiare le varie spese diventa sempre più complicato, tanto che circa 830 mila genitori hanno rinunciato a curare i figli a causa della crisi economica in corso.

Un momento storico particolarmente complicato, che vede necessario l’intervento del governo attraverso misure ad hoc. Varie, in effetti, sono state le forme di aiuto in tal senso, attraverso l’erogazione di bonus a sostegno delle categorie maggiormente colpite. Dall’altro canto, la macchina amministrativa non si ferma mai e a breve molti contribuenti si ritroveranno a dover fare i conti con alcuni debiti pregressi, che possono portare ad un pignoramento del conto corrente e della prima casa da parte del Fisco. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Conto corrente e prima casa a rischio: dal 1° luglio ripartono i pignoramenti

Pignoramento sul conto (Fonte foto: web)

Il prossimo 30 giugno 2021 termina il periodo di sospensione delle cartelle e di tutte le notifiche. Questo, pertanto, vuol dire che a partire dal 1° luglio riprenderà, salvo un’ulteriore proroga dell’ultimo minuto, l’attività di riscossione dell’Agenzia delle Entrate. L’ente, infatti, si appresta a ripartire con una vera e propria valanga di avvisi di pagamento. In particolare ripartiranno i pignoramenti, con molte famiglie che si troveranno a fare i conti con debiti e arretrati vari da versare nelle casse dell’Erario.

Il pignoramento, ricordiamo, riguarderà gli stipendi, pensioni e trattamenti assimilati. A tal proposito è bene sapere che sulla pensione o stipendio il limite di pignoramento non può essere superiore a più di un quinto dell’importo mensile accreditato, con percentuali più basse se l’importo non supera la soglia dei 2.500 euro al mese. Se tutto questo non bastasse, in base a quanto si evince dal Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti, si potrebbe assistere a una rivisitazione delle modalità di riscossione coattiva dei crediti.

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Modiche che, come evidenziato da alcuni media, potrebbero portare in alcuni casi ad assistere al via libera del pignoramento immobiliare anche sull’abitazione principale, finora messa sempre al riparo dagli attacchi di eventuali soggetti creditori. Un vero e proprio scenario da incubo che potrebbe, purtroppo, colpire un bel po’ di persone. Non resta quindi che attendere e vedere quali saranno le prossime mosse del governo in tal senso.