Dal 1° luglio 2021 i disoccupati, gli incapienti e i titolari di partita Iva potranno richiedere l’assegno unico figli a carico arrivando ad ottenere fino a 217 euro.

Adobe Stock

Tra le manovre volte a sostenere le famiglie con figli troviamo una misura dedicata ai disoccupati, ai titolari di partita IVA e agli incapienti. A partire dal 1° luglio, le categorie citate potranno richiedere l’assegno unico figli a carico, il primo passo compiuto nell’ambito del Family Act, il disegno di Legge creato appositamente per le famiglie con figli e per le giovani coppie. Tra sei mesi si aggiungerà un ulteriore tassello con l’estensione della misura a tutti i nuclei con figli, indipendentemente dalla categorie rappresentata.

Leggi anche >>> Pensione RITA: soluzione vincente per i disoccupati

Cosa accadrà il 1° luglio 2021

La versione dell’assegno unico attiva dal prossimo 1° luglio è dedicata ai disoccupati, ai lavoratori autonomi e agli incapienti che non percepiscono alcun assegno familiare e che soddisfano precisi requisiti. Parliamo dell’essere cittadino italiano, cittadino di uno stato membro dell’Unione Europea o di uno stato non UE ma in possesso del regolare permesso di soggiorno; di essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito nella nostra nazione, di essere domiciliato in Italia e avere figli a carico per l’intera durata del beneficio; di avere la residenza nella penisola da almeno due anni oppure di essere in possesso di un contratto di lavoro almeno biennale e di avere un Isee inferiore a 50 mila euro.

Leggi anche >>> Dichiarazione dei redditi, occhio al rimborso Irpef: tutto quello che c’è da sapere

In cosa consiste la misura per disoccupati e autonomi

I destinatari della misura potranno ottenere un assegno mensile per ogni figlio a partire dal settimo mese di gravidanza fino ai 18 anni di età, per le madri di età non superiore ai 21 anni, per ciascun figlio disabile a carico indipendentemente dall’età e per ogni figlio a carico maggiorenne che frequenti un percorso di formazione scolastica, professionale oppure svolga un tirocinio.

L’importo dell’assegno varierà in base alla situazione del richiedente. Si stima che le famiglie destinatarie dell’assegno unico del 1° luglio saranno circa 2 milioni, tutti nuclei che non accedono ad assegni familiari a causa del reddito. I fondi stanziati sono pari a 1 miliardo e 580 milioni di euro mentre la somma complessiva predisposta per la misura è di 3 miliardi. La differenza è volta a sostenere i lavoratori dipendenti con un aumento degli ANF.

Leggi anche >>> INPS: ecco i bonus erogati previsti dal Decreto Sostegni Bis

Quale sarà l’ammontare dell’assegno

Adobe Stock

Sarà l’Isee a determinare l’importo dell’assegno che riceveranno disoccupati e autonomi. L’importo massimo raggiungibile con due figli a carico sarà di 167,50 euro a figlio con Isee inferiore a 7 mila euro mentre avendo tre figli si potranno raggiungere i 217,80 euro. Qualora nel nucleo familiare ci siano figli disabili, l’assegno subirà un aumento di 50 euro a figlio.

Con l’aumentare dell’Isee l’importo dell’assegno diminuirà gradualmente fino a toccare la cifra minima di 30 euro per due figli a carico e di 40 euro per tre figli. Il limite dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente è di 50 mila euro. Al di sopra della soglia non vengono erogati aiuti. Le cose cambieranno quando, superati i sei mesi, si arriverà al 1° gennaio 2022.

Novità introdotte il 1° gennaio 2022

A partire dal 1° gennaio 2022 l’assegno unico non avrà come destinatari solo disoccupati e autonomi ma sarà universale, rivolto a tutti i nuclei con figli a carico. L’importo dell’assegno sarà commisurato all’entità del reddito e, si ipotizza, raggiungerà al massimo i 250 euro a figlio. Questo assegno unico sostituirà tutte le altre forme previdenziali genitoriali quali bonus bebè, bonus mamma domani e gli assegni per il nucleo familiare.