La donna a rischio sfratto a Roma aveva avuto in affitto un ufficio senza abitabilità in un complesso di appartamenti facenti parte di un piano comunale 

Donna a rischio sfratto
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Una vicenda decisamente spiacevole sta tenendo banco nella Capitale, dove Yoidanis Biset Bueno signora cubana di 49 anni madre di due figli di 13 e 19 anni rischia seriamente di essere sfrattata dalla propria abitazione.

Le era stato concesso in affitto un ufficio senza abitabilità in un complesso di appartamenti di un “piano di zona” sovvenzionato dal Comune di Roma, nel quartiere di Villa Certosa, situato in zona Casilina. 

Il 30 giugno 2021 scadrà il blocco degli sfratti e questo precedente potrebbe di fatto fare scuola e condannare tante altre persone. A scongiurare il drammatico epilogo ci ha pensato l’Onu che ha deciso di rispondere a tono all’Italia. 

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Donna a rischio sfratto: l’appello dell’Onu allo Stato Italiano

L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha espressamente chiesto allo Stato Italiano (si tratta si una storica prima volta) di sospendere l’esecuzione dello sfratto dopo l’intervento di un gruppo di attivisti per la casa.

In pratica ha concesso al Bel Paese 8 mesi di tempo per trovare alla signora un alloggio adeguato. Naturalmente nel rispetto delle convezioni Onu sul rialloggio in seguito ad uno sfratto.

I servizi sociali avevano proposto di dividere la signora originaria di Cuba dal figlio poco più che maggiorenne. Ciò però violerebbe gravemente l’articolo 11 del Patto Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali che l’Italia ha sottoscritto.

Deve essere garantito inoltre un livello di vita adeguato per l’individuo e la sua famiglia. Ciò deve includere anche alimentazione, vestiario, alloggi adeguati e il miglioramento dello stile di vita.

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Allo Stato italiano e al Comune di Roma viene additato anche il controllo sull’uso degli appartamenti di edilizia pubblica. Il fine dell’investimento pubblico per la casa è quello di offrire un tetto a chi ha possibilità ridotte e non favorire gli investimenti privati.