Imu prima casa, in estate c’è chi trema: sotto a chi tocca dal 16 giugno

Tutto pronto per il versamento dell’acconto per l’Imu: una data da segnare in rosso sul calendario. Ma restano le vecchie esenzioni.

Imu
Foto © AdobeStock

Tutto pronto per il pagamento dell’Imu. Preparati o meno, con la compilazione del modello F24 dovrà essere tutto definito, pronti per versare l’importo tributario dovuto anche per il possesso di una prima casa. Parecchi i contribuenti che saranno soggetti al pagamento dell’imposta, perché proprietari di un’abitazione principale (esclusivamente) o di terreni agricoli, diritti reali di fabbricati o aree fabbricabili. In sostanza, un buon numero di persone che, nelle prossime settimane, dovranno unirsi al coro degli esborsi per l’Imu, anche in caso di una sola proprietà.

Il 16 giugno sarà la data limite. Da quel momento, la maggior parte dei contribuenti interessati dovranno procedere al pagamento, a meno di esenzioni scattate per alcune ragioni previste dal regolamento dell’Imu 2021. Restano valide, per ora, le esenzioni consuete: niente Imu a meno che il contribuente non sia proprietario di un’abitazione signorile o di una villa. In pratica, di quelle abitazioni rientranti nelle categorie catastali superiore fra quelle previste per la classificazione degli immobili.

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Imu prima casa, in estate c’è chi trema: restano le vecchie esenzioni

Niente scappatoie dovute ai tempi duri quindi. Qualora non si rientri nelle categorie che danno diritto all’esenzione, l’Imu dovrà essere pagata, anche sulla sola prima casa. Il 16 giugno, come detto, è una data da segnare in rosso sul calendario. Quel giorno (che cade di mercoledì) si dovrà infatti procedere al versamento dell’acconto, calcolando in base alle aliquote che il Comune di riferimento dell’immobile ha approvato nel 2020. Poi se ne riparlerà a dicembre, sempre il 16. Per quel giorno scatterà il conguaglio, sempre sulla base delle aliquote comunali, in questo caso comunicate entro il 28 ottobre precedente.

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Va ricordato che, per il 2021, l’Imu rappresenterà di fatto una combinazione della vecchia Imposta municipale propria e il Tributo sui servizio indivisibili (Tasi), di fatto abolita e riconvertita all’interno dell’Imu con la Legge di Bilancio 2020. Restano coinvolti, come detto, i contribuenti proprietari di immobili delle più elevate categorie catastali, oltre che i proprietari di aree fabbricabili e terreni agricoli. L’esenzione costituirà più che altro il rispetto di una disposizione normativa. In sostanza, chi stava tranquillo prima può restarlo anche adesso.