Un phishing particolarmente remunerativo, fortunatamente contrastato dai Carabinieri. Due malviventi fanno sparire un’ingente somma.

Phishing
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Ormai anche ai meno esperti la parola phishing dirà molto. La truffa più frequente e, per certi versi, la più pericolosa fra quelle che circolano sul web. E questo nonostante le varie avvisaglie e tutte le indicazioni fornite per far sì che le vittime potessero accorgersi in tempo della fregatura. Tuttavia, non sempre l’edulcorazione riesce. Questo perché, nel momento in cui si subisce una truffa come il phishing, subentrano una serie di fattori piuttosto imprevedibili. Non ultime le emozioni e le reazioni scaturite da annunci comunque shock, legati a presunti conti bloccati o chissà quale debito.

E purtroppo, in alcuni frangenti i truffatori colpiscono nel segno. Una 36enne di Cornuda, in provincia di Treviso, ha subito proprio uno di questi raggiri. E il trucco è stato proprio quello del conto corrente postale bloccato, un avviso recapitato tramite un sms anziché una mail. Invertendo gli addendi, però, la somma non cambia: i malviventi sono riusciti a penetrare nell’homebanking della donna e a depredare ben 30 mila euro, attraverso due bonifici da 15 mila. Transazioni che, naturalmente, sono state immediatamente denunciate.

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Phishing letale, truffa colossale per una 36enne: denunciati in due

A intervenire, sono stati i Carabinieri di Cornuda, che hanno denunciato due persone residenti nella provincia di Napoli, entrambe con precedenti. I due, attraverso un dominio internet registrato addirittura su un portale cinese, hanno contatto la donna paventando il presunto blocco del suo conto corrente. Una notizia naturalmente falsa ma che, anche per la particolare abilità declinata al phishing che rende estremamente verosimili i contatti fasulli, ha colto alla sprovvista la vittima. La donna ha eseguito le procedure di “sblocco” richieste, finendo di fatto per consegnare gli accessi del suo homebanking ai truffatori.

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Un bonifico a testa, entrambi da 15 mila euro, ed ecco che la truffa è bella e servita. E fortuna ha voluto che i militari, intervenuti tempestivamente, abbiano bloccato immediatamente il conto, riuscendo peraltro a recuperare circa 20 mila euro sui 30 mila sottratti. La speranza è che sia possibile rientrare anche del resto. La vicenda, tuttavia, resta indicativa. Lo strumento del phishing risulta sempre più insidioso e, purtroppo, ancora fin troppo efficace.