Il Sostegni Bis rappresenterà una buona opportunità per l’accesso alle risorse per le categorie più vessate dalla pandemia. E l’Isee non servirà.

Decreto Sostegni lavoro
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L’approvazione del Decreto Sostegni bis consegna all’Italia un nuovo strumento per allestire la ripartenza. Il momento di “dare soldi piuttosto che chiederli”, come specificato dal presidente del Consiglio, Mario Draghi. Pronto un nuovo stanziamento di risorse quindi, dai contributi per professionisti e imprese al rinnovo di alcuni Bonus, parte dei quali non richiederà nemmeno l’Isee. Finanziamenti che, proprio per questo, rappresentano forse la parte più importante del Sostegni bis. In ballo c’è una parte di fondi che non necessiterà per forza di un determinato Isee. Diverso il discorso del registrato calo di fatturato pari ad almeno il 30% dell’ammontare medio mensile. Stesso discorso per i corrispettivi del periodo fra l’1 aprile 2020 e il 31 marzo 2021 sullo stesso periodo dell’anno precedente.

Operazione speculare anche per le imprese: il bonus erogato al fine di contribuire al canone di locazione, infatti, non richiederà la presentazione dell’Isee. Ricordiamo che il finanziamento verrà erogato sotto forma di credito d’imposta e varierà a seconda dei parametri utilizzati. Una proroga a tutti gli effetti, dal momento che il provvedimento faceva parte del Dl 34 del 19 maggio 2020, con il quale il calcolo dei Bonus veniva fissato al 30 aprile 2021. Unico limite, i ricavi non superiori a 10 milioni di euro nel secondo periodo d’imposta antecedente a quello di entrata in vigore del decreto.

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Decreti Sostegni bis, l’impalcatura della ripartenza: chi sono i beneficiari

Buone notizie anche per i collaboratori sportivi. Si tratta anche qui di una conferma rispetto ai precedenti decreti (nello specifico il primo Sostegni) e riguarderà un contributo una tantum per chi opera nel settore dello sport. Anche qui, vale il discorso delle altre categorie: l’Isee non rappresenterà un limite alla fruibilità. Lo sarà, invece la fascia di reddito di riferimento sulle tre stabilità: 1.600 euro per importi sopra i 10 mila euro; 1.070 per quelli fra i 4 mila e i 10 mila; 540 per importi percepiti inferiori ai 4 mila euro. In totale, si parla di circa 155 milioni di euro stanziati.

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Per i lavoratori dello spettacolo, inclusi anche nel Bonus da 2.400 euro una tantum, scatteranno ulteriori misure. Previste per altro anche per categorie altrettanto colpite dall’emergenza Covid-19. Nello specifico, si parla di un’ulteriore indennità una tantum, nella misura di 1.600 euro, prevista per gli autonomi che operano nello spettacolo e nel turismo con reddito non superiore ai 75 mila euro nel 2019. Bonus che scatterà anche per gli autonomi senza Partita Iva e per i venditori a domicilio con Partita Iva, a patto che nel 2019 il reddito derivato sia stato superiore ai 5 mila euro.