Il pensiero comune associa le grandi marche ad una certezza di elevata qualità. Spesso, però, questa convinzione lascia incorrere in gravi errori. Vediamo come evitarli.

La spesa è uno dei momenti in cui si cerca di trovare il giusto equilibrio tra risparmio e qualità. Affidarsi alle grandi marche è l’unico modo, secondo tanti consumatori, di procedere con l’acquisto dei prodotti migliori, salutari e ricchi di proprietà benefiche. Specialmente su alcuni articoli, l’attenzione al prezzo non conta tanto quanto la ricerca della marca più conosciuta. Questo atteggiamento può rivelarsi un errore in particolar modo facendo riferimento alle bottiglie d’acqua comprate al supermercato.

Errore nell’acquisto delle bottiglie d’acqua delle grandi marche

L’acqua minerale è un bene di prima necessità che si acquista in quantità notevoli ed è uno dei protagonisti immancabili della spesa di tutte le famiglie italiane. Data l’importanza del bene in questione, spesso si acquistano le bottiglie d’acqua delle grandi marche conosciute pensando di assicurarsi, così, il prodotto migliore sul mercato. Per capire se si sta incorrendo in un errore, è necessario comprendere quali sono le caratteristiche da leggere sulle etichette delle bottiglie e le proprietà a cui prestare attenzione.

Un primo valore da controllare è il residuo fisso, un parametro che indica i sali disciolti nell’acqua che vengono pesati dopo l’evaporazione e l’essiccamento a 180°. Per poter essere considerata acqua di qualità, il residuo fisso deve rientrare nel range che va da 50 milligrammi (o meno) ad un massimo di 500 mg. Valori compresi tra 500 e 1000 mg possono essere ammissibili solamente se si è sportivi e si svolgono allenamenti fisici intensi, anche se prima dell’assunzione è sempre consigliabile chiedere un parere del proprio medico.

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Altri valori dell’acqua da controllare per valutare le marche

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Un secondo criterio che consente di capire la qualità delle bottiglie d’acqua che si stanno acquistando, indipendentemente dalla marca, è il ph alla temperatura della sorgente. Tale valore deve aggirarsi intorno al numero 7, indicatore della sua neutralità. In caso contrario, cifre al di sotto del 7 riveleranno un liquido acido, cifre superiore un liquido basico, entrambe soluzioni da evitare.

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Il nitrato presente nell’acqua, poi, deve avere una somma massima di 45 mentre se misurato come azoto non dovrà superare la soglia di 10 milligrammi per ogni litro. Infine, un ultimo valore a cui prestare attenzione è il sodio. Questo non sarà mai pari a zero – e non è necessario che lo sia – ma è bene che risulti inferiore ai 20 mg per litro specialmente qualora si seguisse una dieta oppure si volesse combattere la ritenzione idrica o si soffra di ipertensione. Una percentuale di sodio maggiore, invece, potrebbe essere utile nei mesi estivi oppure durante lo svolgimento di intense attività fisiche.