Il Bonus è pensato per i commercianti o gli autonomi che hanno cessato prematuramente l’attività, prima di raggiungere i requisiti pensionistici.

Bonus Pensioni
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C’è anche il Bonus pensione fra i provvedimenti che riceveranno i sostegni della Legge di Bilancio (legge 178/2020), sotto forma di indennizzi per i commercianti. Nel senso, naturalmente, che saranno interessati coloro che cesseranno l’attività autonoma senza aver raggiunto i requisiti minimi per la pensione di vecchiaia. In sostanza si tratterà di una sorta di anticipo del trattamento pensionistico, o quantomeno così verrà pensata. Si parla infatti di un beneficio che verrà riconosciuto a quei commercianti che cesseranno definitivamente l’attività commerciale o a coloro che svolgono un’attività autonoma che smetteranno in anticipo di lavorare.

Un Bonus a tutti gli effetti, introdotto come misura tampone con il D.Lgs. 207/1996 e diventato strutturale a partire dall’1 gennaio 2019. Frenato dalla mancanza di fondi per tutto il 2020, con le risorse della Finanziaria dovrebbe ripartire a pieno regime. Per il momento si parla di 515,58 euro mensili (tramite assegno) come trattamento minimo per gli iscritti alla Gestione speciale commercianti. L’assegno verrà erogato ogni fine mese fino al raggiungimento dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia.

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Bonus pensione ai commercianti: un anticipo sul trattamento di vecchiaia

Per poter accedere al Bonus, non basterà essere dei commercianti ma occorrerà rispettare determinati requisiti. Il trattamento è rivolto a coloro titolari di attività commerciali, fra cui quelle svolgono attività al minuto in sede fissa (anche in abbinamento ad attività di somministrazione). Ma anche chi possiede un esercizio su aree pubbliche (pure itinerante), sia titolare che coadiutore. Inoltre, l’indennizzo è rivolto anche agli esercenti che svolgono attività di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico e agli agenti o rappresentanti di commercio.

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Da ricordare che l’assegno è compatibile con determinati trattamenti di pensione diretta (ad esempio quelli relativi a invalidità) ma non con la pensione di vecchiaia. Per questo, alla maturazione dei requisiti di quest’ultima, cesserà di essere erogato. Per poter inoltrare domanda, è necessario che il candidato sia in possesso di requisiti quali l’anagrafica (62 anni se uomo, 57 se donna) e perlomeno cinque anni di iscrizione alla Gestione speciale al momento della richiesta. Inoltre, l’attività deve essere cessata a partire dall’1 gennaio 2019, con riconsegna della licenza al Comune. Da richiedere, infine, la cancellazione dal registro di appartenenza alla Camera di Commercio.