Sgravi fiscali, estensione del Fondo di garanzia e altre agevolazioni: lo Stato si muove a favore dei giovani per l’acquisto di una prima casa.

Mutuo
Foto: Web

Incassa il sì della Camera il Dl Sostegni, la cui bozza continua a fornire indicazioni su come verranno imbastiti gli aiuti della Nazione alla popolazione che riparte dopo la seconda e terza ondata di Covid-19. In attesa della conversione definitiva e con lo spazio concesso ancora per qualche ritocco, sembra ormai chiaro che, perlomeno dal punto di vista del sostegno ai giovani, si andrà nella direzione degli aiuti alla formazione di nuove famiglie. Nello specifico, appare abbastanza certo che il Dl Sostegni (probabilmente il bis) introdurrà gli aiuti per l’acquisto della prima casa alle giovani coppie.

Agevolazioni sotto forma di sgravi fiscali, ma anche un cospicuo aiuto per l’anticipo, fornendo quindi un ulteriore sgravio delle spese. Una doppia mossa pensata per rendere di fatto lo Stato il garante dell’acquisto della prima abitazione. E, soprattutto, per incentivare un mercato che, altrimenti, rischia di rallentare ancora di più di quanto non sia già avvenuto. Il target, i giovani under 36 che vorranno compiere l’importante passo di una prima casa. Probabilmente quella che si staglia all’orizzonte è l’occasione giusta, specie per quanto riguarda la possibilità di ricevere un concreto aiuto in forma economica per l’anticipo di acquisto.

LEGGI ANCHE >>> Il ritorno del Bonus mobili 2021: ecco come rinnovare casa con l’aiuto del Governo

Prima casa, buone notizie per gli under 36: lo Stato fa da garante

All’articolo 28 della bozza del Dl Sostegni bis arrivano le prima buone notizie. Vengono infatti regolate le agevolazioni fiscali delle quali potranno godere i giovani che non abbiano ancora compiuto 36 anni. Si tratta di fatto di un azzeramento dell’imposta di registro, così come di quella catastale e di quella ipotecaria. Inoltre, per chi deciderà di investire in una prima casa, vigerà uno sgravio ulteriore per le spese notarili, di un buon 50%. E non solo: qualora l’immobile dovesse essere soggetto a Iva, il bonus la eliminerebbe. Va da sé che, accanto all’offerta sugli sgravi fiscali, il Bonus Prima casa fornirà anche degli aiuti per i mutui. Forse la parte più spinosa viste le garanzie che richiede.

LEGGI ANCHE >>> Reddito di cittadinanza, ottenere l’anticipo in un’unica soluzione è possibile

Pronta un’estensione del Fondo di garanzia per il mutuo prima casa, pronto a coprire il 100% della spesa. Di fatto, lo Stato si porrà nella posizione di garante, allargando il ventaglio del 50% che, a ora, il Fondo copre per la richiesta di un prestito bancario di questo tipo. Arrivando alla copertura totale, sarà di fatto possibile fruire di un mutuo bancario forti di una garanzia statale, senza bisogno di un anticipo e con un massimo di 250 mila euro. Quindi già al di sopra del fabbisogno medio per l’acquisto di una prima casa. La misura verrà introdotta con il Sostegni bis e resterà in vigore almeno fino al dicembre 2022.