Patrimoniale, pressing sul governo: ecco chi rischia di più

Europa, Bankitalia, Fmi. Solo alcuni degli enti che premono affinché su Patrimoniale e Imu evaporino i dubbi. E la paura sale.

Patrimoniale Imu
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Ripartenza significa sacrificio. Non che finora non si sia trattato di questo. Ma, nell’ottica di un futuro fatto più di dubbi che certezze, appare chiaro che il vero e proprio conto della pandemia non sia ancora arrivato del tutto. E, in tutto questo, c’è da tenere conto anche di qualcos’altro: il fatto che il governo non sia il solo a tenere le redini dell’assetto economico del nostro Paese. Non è un mistero che, specialmente alle soglie del piano di sostegno europeo, quella di Palazzo Chigi non sia l’unica voce in ballo. Un sussurro arriva anche dall’Europa stessa, dove l’attuale premier, Mario Draghi, ha per anni tenuto le briglie dell’economia continentale.

Ma non si tratta solo di Bruxelles, che pure ha sospeso il Patto di Stabilità fino al 2023 per consentire alle economie europee di rimettersi in sesto quel tanto che basta. Ad alzare il pressing su Palazzo Chigi arrivano anche altri enti e organizzazioni di natura statale, che spingono affinché vengano sciolti gli ultimi dubbi sugli spauracchi degli italiani. Visti, in quest’ottica, come uno strumento in grado di accelerare il percorso di ripresa che i soli sostegni economici del Recovery non possono avviare da soli. In questo senso, patrimoniale e Imu sono in cima alla lista.

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Bastino due nomi: Bankitalia e Fondo Monetario Internazionale, tanto per capire il peso delle opinioni in essere. La gravità della crisi economica, secondo gli esperti, costituirebbe un motivo valido affinché il governo si convinca a rivalutare le reticenze. E, quindi, a dare il via libera a due delle misure più temute dai cittadini. La patrimoniale, appunto, che aggiungerebbe un aggravio non di poco conto su dei risparmi già duramente messi alla prova. E anche l’Imu sulla prima casa, ulteriore carico sui contribuenti che hanno improntato delle spese sugli immobili. Niente di certo per ora. Sta di fatto che la pressione finirebbe inevitabilmente per gravare su un tessuto sociale già logorato dalla crisi pandemica.

Patrimoniale, pressing sul governo: le ipotesi in campo

Dal momento che sono trascorsi quasi trent’anni dall’ultima patrimoniale (1992) e che i tempi siano piuttosto cambiati da allora, si potrebbe quantomeno ipotizzare una misura più mirata. Al momento, l’ipotesi regina è che un’eventuale patrimoniale vada a colpire i contribuenti al fine di incrementare non solo le risorse delle casse statali ma anche quelle per i sostegni. Un meccanismo che potrebbe essere coadiuvato dal prelievo del 3% per i patrimoni (la patrimoniale si applica ai capitali) sopra i 500 mila euro.

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Per quanto riguarda l’Imu, invece, si valuta una reintroduzione tramite modifica al Dl 102/2013. Ovvero, il testo che aveva eliminato la tassa qualora l’immobile fosse risultato abitazione principale. Un ritorno al passato per guardare al futuro. Sembrerebbe trattarsi di questo ma difficile che passi un messaggio del genere in una cittadinanza già duramente provata.