Il contratto di rioccupazione è uno strumento che potrebbe essere introdotto nel decreto Sostegni bis per dare nuova linfa alle assunzioni

contratto di rioccupazione

Il blocco dei licenziamenti è ormai agli sgoccioli e a meno di ulteriori proroghe scadrà il prossimo 30 giugno. Per questo motivo urgono delle soluzioni per scongiurare che molti lavoratori possano ritrovarsi improvvisamente senza un impiego.

Il Governo Draghi proprio in questo senso sta pensando al “contratto di rioccupazione”, che ha come obiettivo quello di incentivare le assunzioni o comunque di mantenere un livello occupazionale quanto meno dignitoso. 

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Contratto di rioccupazione e le altre misure previste per il lavoro

Andando nello specifico si tratta di un contratto a tempo indeterminato da applicare a tutti i settori. Prevede un periodo di formazione e di prova di sei mesi con il massimo degli sgravi dei contribuiti fiscali. Si cumuleranno agli altri già previsti, ma andranno restituiti nel caso in cui il lavoratore non venga poi assunto.

Non si tratta però dell’unico intervento inerente il mondo del lavoro previsto dal nuovo decreto. Saranno infatti rafforzate anche le misure per favorire le staffette generazionali nelle aziende. 

Per i settori commerciali e turistici (duramente falcidiati dall’emergenza sanitaria) si va sempre più verso l’esonero contributivo al 100% per i dipendenti che vengono riconfermati dopo il blocco dei licenziamenti e il termine della cassa covid ad ottobre. 

Le aziende con un calo del fatturato del 50% hanno invece la possibilità di stipulare un contratto di solidarietà, che porta la retribuzione al 70%. Dovranno però impegnarsi a mantenere stabili i livelli occupazionali.

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A quanto pare il prossimo provvedimento del Governo si focalizzerà molto sulla questione lavoro e su come operare una volta terminato il blocco dei licenziamenti. Il decreto potrebbe essere oggetto della prossima riunione del Consiglio dei Ministri, in cui dovranno essere definite anche le prossime riaperture.