La visita di revisione si affianca ai controlli straordinari dell’Inps per la verifica dei requisiti. Disposte a seconda del grado di invalidità assegnato.

Assegno di invalidità
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Quando si percepiscono determinati sostegni erogati dall’Inps, spesso ci si ferma alla superficie. In realtà si tratta di provvedimenti piuttosto elaborati che, la maggior parte delle volte, racchiudono diverse componenti con funzioni differenti. Un esempio calzante è l’assegno di invalidità, riconosciuto dall’Inps ai contribuenti affetti da problematiche di diverso tipo e grado. Si tratta di un’erogazione che varia a seconda dei casi: per coloro che percepiscono un assegno per invalidità parziale, la quale è periodicamente soggetta a verifica sanitaria.

In linguaggio tecnico si parla di un procedimento di revisione dello stato invalidante. Ossia, un controllo per coloro riconosciuti come invalidi civili in percentuale fra il 74% e il 99%. In questi casi, il processo di revisione è praticamente una regola, anche se non sempre viene seguita una scadenza fissa. Il controllo, infatti, può variare da uno a due anni ed è stato pensato per passare al setaccio i percepenti in modo da eliminare il fenomeno dei falsi invalidi. Non è tuttavia l’Inps a stabilire quando agire ma la Commissione medica legale, sempre in base alle patologie presenti. All’Istituto resta la possibilità di organizzare visite straordinarie.

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Assegno di invalidità, periodo di revisione: quando scatta la sospensione

La facoltà dell’Inps di istituire delle verifiche straordinarie non è limitata ai soli soggetti a controllo periodico ma può riguardare anche coloro solitamente esclusi. E questo proprio in virtù del contrasto ai falsi invalidi. Tuttavia, bisogna considerare che la verifica straordinaria si presenta come un differente provvedimento dell’Inps, speculare solo nei termini alla visita di revisione. Quest’ultima avverrebbe comunque, indipendentemente da controlli non previsti da calendario ordinario. Per quanto riguarda le modalità d’azione, si tratta di una semplice visita da parte di un medico legale, che accerterà la persistenza dei requisiti che garantiscono l’assegno di invalidità.

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La visita può riguardare sia l’invalidità in sé (ovvero la percentuale attribuita) che i benefici concessi in base alla Legge 104. Solitamente il controllo scatta nel momento in cui il soggetto sia nella cosiddetta età evolutiva (quindi anche minorenni), oppure nel caso di una diagnosi di tipo provvisorio, potenzialmente migliorabile. Questo secondo caso riguarda perlopiù casi di persone molte giovani. Per i più anziani, le visite vengono disposte nel momento in cui si parla di patologie che possono modificarsi nel tempo. Coloro riscontrati in possesso dei requisiti di accesso all’assegno di invalidità proseguiranno con il beneficio senza modifiche. In caso contrario, potrebbe anche scattare la sospensione in virtù di ulteriori accertamenti.