Andiamo a scrutare tutti i particolari che ci sono dietro la carriera da giornalista. Dal percorso iniziale fino a guadagni a quali si può ambire

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Diventare giornalisti non è per niente semplice, ma ci sono alcuni particolari che spingono le persone ad intraprendere questa professione. Uno dei primi indizi è la passione per la scrittura a cui va abbinata anche la voglia di raccontare il mondo (mantenendo un punto di vista imparziale) e tanta curiosità.

Si tratta di una carriera ricca di sfaccettature dove si può arrivare a gradi più o meno alti. La peculiarità è che ognuno può optare per ciò per cui è più portato: chi è bravo a scrivere può aspirare a diventare editorialista (che è autorizzato a dare anche le sue opinioni), chi ha la passione per la fotografia probabilmente si indirizzerà verso un impiego da fotoreporter.

Questi sono solo alcuni dei rami del giornalismo, molto dipende anche dai mezzi tecnologici che si prediligono: la radio ad esempio è riuscita a sopperire ai cambi generazionali così come la televisione. Molti ragazzi in virtù delle loro competenze tecnologiche si specializzano in racconti su blog e sui social network. Cerchiamo di capire cosa bisogna fare per entrare a far parte di questo interessante mondo e quanto si può guadagnare a seconda del livello a cui si arriva.

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Come diventare giornalista: pubblicista e professionista

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La prima specifica da fare è quella inerente i due percorsi che si possono intraprendere, ovvero quello da pubblicista e quello da professionista.

Il primo è quello più semplice da coronare anche perché non comporta costi ingenti. L’aspetto più importante è che nonostante comporti l’iscrizione all’albo dei giornalisti (sezione pubblicisti) consente comunque di poter svolgere anche altri lavori. Un’opzione da tenere in considerazione visto che la crisi del settore è piuttosto marcata.

Pubblicista

Per diventare pubblicista bisogna scrivere per 24 mesi continuativi e retribuiti per una testata regolarmente registrata. In base all’ordine regionale di appartenenza sono richiesti un numero minimo di articoli e di compensi, che dovranno essere inseriti nella documentazione da presentare all’Odg. Non sono previsti esami, ma bisogna dimostrare di non avere precedenti penali (attraverso il casellario giudiziale e carichi pendenti).

Professionista

Completamente diverso il discorso per chi vuole diventare un giornalista professionista. In questo caso non si possono associare altri compiti al proprio lavoro redazionale e l’iter è sicuramente più complesso e talvolta eccessivamente oneroso.

Se non si riesce a trovare una testata in cui fare 18 mesi di praticantato associati a corsi di preparazione di 45 ore promossi dal Consiglio Nazionale o dai singoli Ordini dei Giornalisti Regionali, bisogna passare per le ormai sempre più numerose scuole di giornalismo che però non sono alla portata di tutte le famiglie. Sono ben distribuiti da Nord a Sud dell’Italia e solitamente hanno una durata biennale.

A prescindere da quale opzione viene scelta bisogna necessariamente sostenere un esame di Stato, composto da una prova scritta (sintesi, redazione di un articolo e svolgimento di un questionario) e da una orale (principi etici e norme giuridiche della professione).

Giornalista: quanto si può guadagnare

Assodato che in entrambi i casi il giornalista deve avere una preparazione culturale importante, naturalmente ognuno si orienterà verso l’ambito per cui è più portato o nel quale riesce a trovare un’occupazione. Tra i principali si possono annoverare cronaca (di vario genere), sport, cultura, spettacolo, politica ed economia. 

Il tasto dolente è però la retribuzione. Per i giovani alle prime armi spesso e volentieri non sono previsti (ingiustamente) salari. Il giornalismo odierno purtroppo va sempre più in questa direzione, in cui viene millantata la visibilità come compenso. Inoltre con la crisi degli ultimi anni è diventato un settore sempre più precario con contratti a tempo o a pagamenti al pezzo che nei casi peggiori possono essere anche di pochi euro.

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Naturalmente coloro che arrivano a determinarti livelli percepiscono uno stipendio fisso di una certa consistenza, anche in virtù di ruoli di responsabilità all’interno della redazione. Secondo le più recenti stime effettuate nel settore un professionista può arrivare a percepire anche 38mila euro lordi all’anno. Si tratta però di un’elité di pochissimi prescelti, che probabilmente hanno avuto più fortuna di altri colleghi relegati a condizioni totalmente diverse.