Dall’imposta di bollo alla patrimoniale: i metodi per evitare che il nostro conto corrente incorra in prelievi imprevisti e non voluti.

Conto corrente
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Imposta di bollo, prelievo forzoso, patrimoniale: comunque la si voglia chiamare, la paura di vedere lo Stato prelevare direttamente dal nostro conto corrente l’importo di una tassa è diventata ormai fedele compagna di viaggio. Specie da quando lo spauracchio della patrimoniale si è davvero iniziato a diffondere, nominato praticamente in contemporanea all’insediamento di Mario Draghi alla premiership del nostro Paese. Un timore che diventa concreto man mano che passano i mesi, specie nella prospettiva dell’inevitabile conto che il Covid ci presenterà in termini economici. Nonostante già in questo momento il momento non sia propizio sul piano del welfare.

Come detto, le declinazioni sono parecchie. Resta il fatto che, qualunque sia la natura, il risultato non cambia di molto: il conto corrente, quindi i nostri soldi, finiranno soggetti a tassazione, al netto di tutte le strategie per tenerlo al riparo. Ad esempio impiegando i soldi su un fronte diverso, dove agiscano delle rendite e si eviti il rischio della stagnazione. Ma esistono anche altri modi per evitare di incorrere in tasse sul proprio denaro. A prescindere da quale sia il rischio.

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Conto corrente, l’incubo della tassa: il metodo per evitarla

L’imposta di bollo resta la tassa più conosciuta e anche la più insidiosa per via della non progressività. E soprattutto per porsi in modo speculare indipendentemente dall’importo presente sul conto. Si tratta di un’imposta pari a 34,20 euro annui per persone fisiche e di 100 euro per quelle giuridiche. Naturalmente, minore è la dotazione su conto corrente e maggiore sarà l’incidenza della tassa. Accanto a questa, viaggia anche l’imposta progressiva, ovvero una ritenuta fiscale sugli interessi creditori, pari al 26%.

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La strategia per evitare di incorrere in tasse esose però c’è. Una di queste riguarda coloro che possiedono un conto corrente d’importo inferiore a una determinata soglia. Qualora il saldo medio annuale sia inferiore ai 5 mila euro, infatti, l’imposta di bollo non si applica. Il saldo, tuttavia, va inteso su tutti i rendiconti presenti, dal conto ai libretti, intestati al medesimo correntista. Nel caso di un solo conto, i bolli verranno risparmiati sugli altri. O addirittura sarebbe il caso, qualora necessario, di avere conti in banche diverse. A patto che la giacenza media resti sotto i 5 mila.