Con il via libera ai musei, anche il polo torinese dedicato al risparmio torna operativo. Una serie di percorsi interattivi per educare alla finanza.

Museo risparmio consigli
Foto di Gino Crescoli da Pixabay

Nell’immaginario collettivo, il risparmio prende la forma del classico salvadanaio a forma di porcellino. Da rompere con una bella martellata nel momento in cui il denaro conservato all’interno diventa utile per qualche acquisto. Ma c’è tanto altro che si cela dietro il concetto nascosto nei brevi limiti di questa parola. La tendenza a risparmiare è, del resto, una compagna perenne della storia dell’uomo. Con esempi virtuosi e altri meno ma comunque una costante, specie nei periodi più complicati. Come quello che stiamo vivendo appunto, durante il quale non solo è incrementato il trend, ma si è sviluppata anche una certa predisposizione all’accumulo.

Una scelta sbagliata, come più volte abbiamo visto. Ma, nonostante la conservazione del denaro in ottica anti-stagnazione rappresenti un buon deterrente, una situazione di crisi economica rende i risparmiatori quantomeno poco predisposti al rischio. Fra le tante cose di cui c’è bisogno, forse, rientra anche un minimo di educazione finanziaria, uno di quei concetti che si impara con l’esperienza ma che, a dispetto di quanto si pensi, può essere anche insegnato. Se gli strumenti sono giusti, chiaro. Anche per questo è nato il Museo del Risparmio di Intesa Sanpaolo, polo interattivo con sede a Torino e incentrato proprio sul mondo della finanza. Intesa nel concetto più prossimo alla vita quotidiana.

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A scuola di finanza domestica (e non solo): come si educa al risparmio

Un’idea geniale quella del Museo del Risparmio, proprio per quanto abbiamo detto. Il concetto principale è comunque quello basico della finanza: comprendere come risparmiare soldi ma anche come investirli. Alla fine è tutto lì. Un concetto che assume la denominazione tecnica di alfabetizzazione finanziaria e che riguarda, almeno per il momento, solo il 30% degli italiani. Dato che scende se si prendono in considerazione i più giovani: secondo l’Ocse, ad esempio, uno studente su 5 non ha le competenze minime per riuscire ad assumersi dei rischi finanziari.

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Il Museo del Risparmio, come si sarà capito, non si propone come una classica galleria. Il percorso si costituisce di vari materiali interattivi, anche in 3D, video e audio, tutto incentrato sul mondo della finanza. Ma, come detto, nel suo senso più vicino alle nostre esigenze domestiche. Approfondimenti su temi di storia economica, in relazione alle crisi finanziarie ma anche all’impiego del denaro in investimenti semplici. Tutto quanto potrebbe far brodo per istruire alla ragionevolezza finanziaria, senza voli pindarici verso mondi top. Tutto semplificato ma comunque efficace. Quello che serve.