L’emergenza sanitaria dovuta al covid aveva fermato il regolare sistema di riscossione del Fisco. A maggio però bisogna rimettersi in regola: ecco lo scenario 

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FOTO PAOLO PEDROTTI

La fine di aprile segna un punto di svolta importante per i contribuenti italiani. Con l’arrivo di maggio infatti tornerà ad attivarsi il sistema di riscossione del Fisco. Un vero e proprio “incubo” per i cittadini italiani, che dopo il periodo di congelamento dovuto alla crisi covid, dovranno tornare a fare i conti con notifiche, pagamenti e pignoramenti.

Come se già non bastasse il quadro catastrofico attuale, ci sarà anche questa problematica ad ingigantire la situazione. Sono infatti circa 35 milioni le notifiche di nuovi atti di riscossione bloccati tra il 2020 e il 2021. Ma non finisce qui. A questi vanno aggiunti anche cartelle, avvisi di addebito e di accertamento sospesi l’8 marzo 2020. 

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Fisco, ripartono le riscossioni: cosa bisognerà pagare

Il particolare più inquietante, riguarda le tempistiche per mettersi in regola. C’è tempo fino al 31 maggio 2021 per effettuare i versamenti delle notifiche messe in stand-by negli scorsi mesi. Non sono concesse ulteriori deroghe e soprattutto rateizzazioni. I pagamenti sono ammessi esclusivamente in un’unica soluzione. 

Il piano prevede inoltre le verifiche di inadempienza. Le amministrazioni pubbliche e le società con prevalenza partecipazione pubblica, prima di effettuare un pagamento al di sopra dei 5.000 euro, dovranno accertarsi che in beneficiario non abbia debiti pregressi con l’Agenzia delle Entrate. Nel caso, vanno prima saldate le pendenze e poi si può disporre la transazione.

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Uno scenario che rischia di aggravare ancor di più una situazione che sta diventando sempre più deleteria per la popolazione. In particolar modo i pignoramenti potrebbero realmente mettere in ginocchio milioni di famiglie. Chi pensava che maggio portasse solo buone notizie si sbaglia di grosso. Per alcuni il calvario si preannuncia ancora piuttosto lungo.