Il condono delle cartelle esattoriali spacca la politica. La discussione anima le sedute in Senato ma di tempo non ce n’è poi molto.

Cartelle esattoriali emendamenti
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Tutto sembrava pronto ma forse non tutto era insensibile al cambiamento. Il processo di conversione in legge del Decreto Sostegni potrebbe riservare qualche novità in relazione allo stralcio delle cartelle esattoriali. Sul tavolo c’è il nodo del condono, una soluzione presentata con ampio risalto ma che non sembra aver convinto fino in fondo, né le categorie specializzate (sindacati in primis) che la classe politica. La pioggia di emendamenti starebbe marciando proprio in questa direzione e per questo non è escluso che possa esserci, da qui alla conversione in legge, qualche revisione.

La partita si gioca sul filo. Da un lato quei partiti che, soprattutto a sinistra, tentano di arginare il bacino del condono, giudicato troppo largo. Dall’altro c’è chi preme (Lega e Forza Italia in primis) per un rafforzamento del ventaglio. Una spaccatura che sta maturando nella discussione in Senato e che, in fondo, non era difficile prevedere. Anche perché il taglio è di quelli sensibili: via tutte le cartelle esattoriali in archivio databili fra il 2000 e il 2010 per coloro con reddito inferiore a 30 mila euro nel 2019. Praticamente gli archivi dell’erario svuotati.

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Cartelle esattoriali, lo stralcio alla prova del nove: cosa succede con gli emendamenti

Un argomento che, come detto, sta dividendo le forze politiche. La modifica più sensibile è quella proposta da Liberi e Uguali (con Vasco Errani e Loredana De Petris primi firmatari). Via i ruoli oggetto di rateizzazione, il che renderebbe passibili di riscossione i ruoli dal 2000 al 2017, per oltre 450 milioni di euro in 4 anni recuperabili. Più soft la linea del Pd: cancellazione sì, ma solo dei debiti inesigibili. Ovvero, quelli che fanno capo a persone in gravissime difficoltà economiche, ad attività non più esistenti o a persone decedute.

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Per quanto riguarda l’area del Centrodestra, la situazione si capovolge. Forza Italia preme per l’estensione della misura, con importo raddoppiato fino a 10 mila euro (il limite del taglio si attesta ora a 5 mila), ruoli ampliati fino al 2015 e limite di reddito alzato a 40 mila euro. Una modifica sensibile che, grosso modo, ricalca quanto ipotizzato alla vigilia della presentazione del Decreto Sostegni. La Lega spinge anche di più sul fronte della scorciata alle cartelle esattoriali. Per il Carroccio il limite reddituale potrebbe essere alzato persino a 50 mila euro. Per decidere c’è un mese esatto.