Tutto pronto per la terza emissione del Btp Futura. Se conviene o no investirci sopra, al di là dei premi fedeltà, lo indicano le prime due.

Btp Futura

Scadenza raddoppiata e premio fedeltà per i più pazienti. Il Btp Futura arriva alla terza emissione con un nuovo look ma soprattutto con prospettive interessanti per chi deciderà di investirci sopra. L’appuntamento è il prossimo 19 aprile, quando il Ministero dell’Economia collocherà il Btp per la terza volta, dopo le due sessioni del 2020. Interessante perché, con la sua caratteristica principe di bond retail, riguarda soprattutto i piccoli risparmiatori, consentendo quindi a una platea ben più ampia di possibili investitori di accedere al posizionamento (da ricordare che il collocamento è riservato esclusivamente ai privati).

La fidelizzazione verrà premiata, lo abbiamo detto. Con un retail maggiore per chi seguirà le sorti del Btp dall’immissione fino alla sua scadenza (dopo 16 anni). Questo perché, con il rinnovamento previsto dal Mef, il Btp Futura sarà diviso in due sessioni, con premio fedeltà per coloro che le percorreranno entrambe fino alla fine. Un incentivo ulteriore a provare a ottenere il massimo profitto dal proprio investimento, considerando che c’è anche chi nel Btp ci ha messo somme discrete. E, al contempo, anche chi è rimasto fuori dalle due precedenti sessioni.

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Btp Futura, terzo step: come è andata ai primi due

Perché investire ancora nel Btp Futura? E, soprattutto, quanto ha guadagnato chi ci ha messo una cifra discretamente alta? A oggi, considerando il tempo trascorso e la prossimità della terza emissione, è quantomeno lecito chiedersi quanto abbiano guadagnato i primi investitori. Il ragionamento si può fare su cifre importanti, ad esempio 10 mila euro, e sui Btp a scadenza decennale. Il bond del luglio scorso, ad esempio, procede su tassi crescenti: 1,15% per i primi quattro anni, 1,30% dal quinto al settimo e 1,45% per gli ultimi tre anni. Calcolando la cedola media annua, siamo sull’1,285%.

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Ora, considerando che lo scambio sul Mot avviene attorno a 105,00, il rendimento effettivo annuo ponderato si aggira sullo 0,635%. Questo significa che per la cedola del primo anno si è ottenuto lo 0,053% netto ogni 100 euro. Per gli incassi delle cedole seguenti bisognerà attendere luglio prima e gennaio poi, sempre il 14 del mese. La seconda immissione, a scadenza 17 novembre 2028, dura due anni di meno (la prima scade nel 2030) ma ragiona sugli stessi termini di progressione. E qui si scende, considerando che la rendita è a 0,35% per i primi tre anni, a 0,60% per il secondo triennio e all’1,00% per gli ultimi due anni. Media ponderata dello 0,606%. Ovvero, parecchio in meno del primo Btp.