Attenti ad evadere il Fisco, l’Agenzia delle Entrate non si farà rassicurare da qualche furbata, ma ha tanti modi per controllarci

Se evadi il Fisco non ti scoprono solo dal tuo conto corrente
Controlli sul Fisco (Fonte foto: web)

L’Agenzia delle Entrate effettua da tempo controlli, anche sui conti corrente dei coniugi, qualora si sospetti che il “controllato”, possa operare evasione fiscale. Un imprenditore, capace di farsi pagare in nero, potrebbe versare i soldi sul conto di sua moglie, diventando insospettabile. Per tali operazioni, consigliabile che non utilizzi assegni in nero, altra cosa altamente pericolosa.

Su operazioni che possano riguardare il conto di un coniuge, l’Agenzia delle Entrate potrebbe tramite un funzionario, iniziare a monitorare la situazione. La domanda è però se fosse legittimo andare a controllare un conto, senza segnalare la cosa al diretto interessato ed anche se quello di una persona è collegabile alla vita del proprio coniuge.

Leggi anche>>> Arriva la patrimoniale: incubo dei risparmiatori italiani

L’autorizzazione che necessita il controllo del Fisco

Per poter controllare un conto corrente, l’Agenzia può usare i dati annualmente ricevuti dall’Anagrafe dei rapporti finanziari, controllare questi dati nello specifico, non necessita di nessun permesso. Qualora si volesse richiedere invece una documentazione alla banca c’è bisogno dell’autorizzazione del Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate. Ci sono comunque mezzi attraverso i quali l’Agenzia, riesce ad effettuare controlli sul conto di un coniuge, senza necessariamente doverlo comunicare al cittadino.

La Cassazione prevede che un accertamento fiscale per i versamenti sospetti sul conto del coniuge, sia legittimo. Trovando versamenti e prelievi insoliti per una persona che non fa attività lavorativa, è logico che all’Agenzia delle Entrate vengano in mente movimenti in nero dell’altra persona che fa parte della coppia e quindi una possibile evasione in atto. A proposito di Fisco, non dimenticate tutte le scadenze di aprile, se non volete ritrovarvi spiacevoli sorprese.

Leggi anche>>> Casa, c’è di nuovo il rischio tassazione: ecco il piano Fmi

In caso di anomalie ritrovate, il coniuge non intestatario del conto, deve dimostrare che i versamenti sul conto dell’altro, non sono imputabili a dei movimenti suoi all’insaputa del Fisco. Non basta, in caso di strani versamenti sul conto di un coniuge, dire che c’è la separazione dei beni, in questo modo un lavoratore potrebbe non convincere chi controlla. Non basta una separazione su carta infatti, a rassicurare i giudici che non ci sia possibilità di riferire il conto dell’uno all’attività dell’altro.