Diventare dei top manager a livello internazionale può sicuramente diventare un incentivo al benessere economico. Ecco la graduatoria che (in parte) sorprende.

Manager ricchi
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Imprenditori, calciatori, sportivi vari… Di graduatorie su uomini e donne con più disponibilità economica ne sono state sempre fatte svariate. A volte anche fondendo il tutto, per creare una super-classifica adatta a stabilire chi è il più ricco (o la più ricca) del globo. Trattandosi di classifiche, si potrebbe pensare che siano qualcosa di estemporaneo, riconducibile al novero delle curiosità. Invece possono considerate un indicatore anche abbastanza preciso su quali siano i trend globali, i settori produttivi più remunerativi e anche in quale direzione si muove il Pil dei vari Paesi.

Di sicuro non potevano restare fuori i manageri, i businessman, i must della finanza mondiale. Perché, nonostante diventare calciatori professionisti possa di sicuro rappresentare un bell’incentivo al welfare domestico, far parte del mondo della finanza è di sicuro il metodo migliore per entrare nella dinamica degli investimenti e della circolazione di denaro. E subito un dato sorprende: in cima alla classifica non ci sono aziende stra-famose, o comunque non quelle che ci si aspetterebbe. Ma forse, in questo caso, la professionalità paga di più del nome.

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Sulla piazza più alta del podio c’è Larry Fink, co-fondatore, Ceo e presidente di BlackRock. Forse il nome non sarà famoso come altri ma si tratta di uno dei più importanti gruppi di gestione dei risparmi a livello internazionale. La retribuzione viene calcolata in dollari e nel 2020 ha toccato i 30 milioni (25,5 in euro). Parecchi in più della medaglia d’argento, assegnata al presidente e Ceo di Prudential, Charles F. Lowrey. Il leader del gruppo assicurativo, anche questo fra i top al mondo, si è portato a casa nel 2019 compensi per 16,4 milioni di euro (14 milioni di sterline). Del 2020 non è stato dato conto sul sito del gruppo.

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Per quanto concerne l’Europa, intesa come continente piuttosto che come Unione europea, al top si pongono i must della finanza svizzera. Sergio Ermotti, ex guida del gruppo Ubs, ha piazzato un incasso di 13,3 milioni di franchi svizzeri, ovvero 12 milioni di euro circa). Spicca anche l’italiano Mario Greco, Ceo delle assicurazioni Zurich, con 8,8 milioni di franchi svizzeri nel 2020, compenso sceso rispetto al 2019 (9,3 milioni). Per quanto riguarda l’Italia vera e propria, in cima alla lista c’è l’ad di Unipol, Carlo Cimbri, con i suoi 5,65 milioni di euro nel 2019, da suddividere in voci fisse (2,7 milioni) e variabili (2,8 milioni). Niente male.