E se fosse la banca a commettere un passo falso nei confronti del cliente? Con la grave pratica di anatocismo si potrebbe persino andare in tribunale.

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Spesso ci si concentra su cosa possa accedere nel momento in cui un soggetto diventa inadempiente nei confronti di un altro come la banca. Ma se su questo aspetto sono stati versati i proverbiali fiumi di inchiostro, offrendo prospettive e soluzioni per riuscire a non esserlo più, per paradosso può anche accadere il contrario. Ossia che sia la banca a venire in qualche modo meno ai propri obblighi. Il che, per quanto possa sembrare incredibile, in realtà può succedere. In particolare, se si tratta di ritenere di aver subito un torto, esiste una circostanza che equivale a una quasi automatica battaglia legale.

Innanzitutto va capito in quali momenti la banca può incappare in un errore o in un’inadempienza nei confronti di un cliente. Considerando che il più delle volte i contenziosi si rifanno a problematiche minori (come gli interessi sui soldi in giacenza o un disservizio), verrebbe da pensare che finire in causa con un istituto di credito sia roba da super-ricchi. In realtà esiste un procedimento che non la banca non è autorizzata a esercitare e che potrebbe, in questo caso sì, portare a una sfida a colpi di avvocati.

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Si può andare in causa con la banca?

Il nocciolo della questione, che in realtà è anche un reato, si chiama anatocismo. Il termine fa riferimento alla pratica di applicare un interesse agli interessi passivi, nell’ambito di un processo di trasformazione degli stessi. Ovvero, una sorta di interesse sull’interesse. Questo non si può fare in quanto, qualora il cliente abbia un debito non saldato, dovrà pagare gli interessi sull’importo originario e non sul valore complessivo avuto a seguito dell’applicazione del primo interesse. In sostanza, se un debito subisce un +5% dovuto all’interesse, il secondo andrebbe applicato al capitale iniziale, non sul capitale + interessi.

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Considerando che una pratica del genere è specificamente un reato (ritenuto tale dall’articolo 1283 del Codice Civile), una banca non può procedere in tal senso. A meno che non si tratti di interessi moratori, ossia l’unica eccezione prevista. Qualora, comunque, si ritegna che la banca abbia commesso anatocismo, allora sì, si potrebbe procedere per causa. Questo dopo aver magari, con l’aiuto di un tecnico, fatto notare l’errore all’istituto cercando di trovare una soluzione. Probabilmente la via migliore, almeno in un primo momento.