Fra gli strumenti di pagamento più utilizzati, il bonifico parlante si adegua perfettamente alla politica dei Bonus. E anche al progetto di sostenibilità.

Bonifico parlante

In un tempo in cui, grazie ai social network, ognuno è in grado di dire la propria opinione praticamente senza filtri, anche gli strumenti di pagamento si adeguano al nuovo trend. Il bonifico parlante, infatti, è diventato uno dei più richiesti e adottati metodi di pagamento. Ma, giochi d’associazione a parte, si tratta di uno degli strumenti che più stanno prendendo piede nell’ambito dei sistemi di pagamento. Specie perché accostato a tematiche quali il Superbonus, in merito al quale la stessa Agenzia delle Entrate ha fatto chiarezza. In sostanza, bonifico parlante viene ormai associato a detrazioni fiscali nelle opere di riqualificazione energetica.

Del resto, il bonifico parlante in sé consente di accedere a delle detrazioni fiscali. Anche questo ha contribuito a innalzare il livello delle richieste. Non solo riqualificazione energetica, ma anche acquisto di materiali, arredi o pagamenti per prestazioni svolte da artigiani o altri professionisti del settore edile. A oggi, si parla di detrazioni pari al 50% sull’acquisto di mobili e sulle ristrutturazioni, ma anche, appunto, della detrazione del 110% del Superbonus.

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Guida al bonifico parlante:

Va da sé che l’accesso alla detrazione passa per una serie di requisiti i quali, prima di tutto, passano dalla compilazione dei documenti. Una componente essenziale, considerando che una svista o un errore potrebbe costare il corretto funzionamento del procedimento. Va peraltro considerato che, per quanto riguarda la maggior parte dei bonus connesso, il bonifico parlante è l’unica modalità di pagamento accettata. Una variabile da tenere in debito conto, considerando che i controlli sono minuziosi e il minimo vizio potrebbe far crollare l’intero castello di carte.

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Per quanto riguarda la compilazione, la via più semplice è procedere online. Tuttavia, è possibile farlo anche presso una filiale bancaria o a uno sportello delle Poste. Metodi che, naturalmente, consentono non solo la tracciabilità del pagamento ma anche un accesso immediato (e al contempo la verificabilità) ai dati dell’utente che lo ha effettuato. Il che consente, ai fini fiscali, di verificare pertinenza della richiesta e requisiti a norma. In sostanza, il bonifico parlante può essere considerato un incentivo all’utilizzo di bonus (come l’eco o il super) volti al progetto di sostenibilità pensato dal Paese per attenersi alle direttive europee. Un deterrente ai lavori fai da te? Forse.