Come comportarsi in presenza di cartelle esattoriali prescritte, ma non cancellate? Entriamo nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Fonte: Pexels

In seguito all’emergenza coronavirus il governo ha deciso di adottare una serie di misure restrittive volte a contrastare la diffusione del virus. Un contesto particolarmente difficile, che vede molti imprenditori costretti a tenere le serrande delle proprie attività chiuse, con inevitabili ripercussioni dal punto di vista della gestione del bilancio famigliare. Molte famiglie, infatti, si ritrovano alle prese con delle serie difficoltà nel riuscire ad affrontare le varie spese.

Se tutto questo non bastasse ad aggravare la situazione è il timore di dover fare i conti con l’arrivo di cartelle esattoriali, relative a debiti pregressi. Proprio in questo ambito è intervenuto il Decreto Sostegni che ha provveduto a sospendere la notifica di nuove cartelle fino al prossimo 30 aprile. Allo stesso tempo sono in molti a chiedersi come bisogna comportarsi in presenza di cartelle esattoriali prescritte ma non cancellate, che risultano pertanto ancora nell’estratto di ruolo. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

LEGGI ANCHE >>> Reddito di cittadinanza, occhio alle novità: cosa prevede il Decreto Sostegni

Cartelle esattoriali prescritte ma non cancellate, attenzione: ecco come comportarsi

Employee checking business unfinished documents with stacks paper files and managing document achieves preparing meeting planing at busy work in financial office. Tax time in filing information

Il tema delle cartelle esattoriali è da sempre molto delicato e in grado di togliere il sonno a molti italiani. A tal proposito sono in molti a chiedersi come comportarsi nel caso in cui una cartella sia stata prescritta ma non cancellata. A fornire una spiegazione in merito è La Legge per tutti, che sottolinea come “dopo molto tempo dalla notifica della cartella esattoriale, senza che siano stati notificati altri solleciti di pagamento, il debito va in prescrizione, cioè non è più esigibile“. In questo caso, quindi, il contribuente non rischia di dover fare i conti con un’azione da parte dell’Agenzia Entrate Riscossione.

Allo stesso tempo è bene ricordare che una volta trascorsi 60 giorni dalla notifica non è più possibile impugnare una cartella esattoriale, neanche per intervenuta prescrizione. Come spesso accade, però, vi è un’eccezione. Si tratta del caso in cui la prescrizione si sia verificata già prima della notifica della cartella. “Si pensi a chi riceve una cartella per una multa stradale ricevuta dieci anni prima (quando il termine di prescrizione delle sanzioni amministrative è di cinque anni) o per un bollo auto non pagato cinque anni addietro (quando il termine di prescrizione è invece di tre anni)“.

LEGGI ANCHE >>> Governo Draghi, dal Decreto Sostegni al caso Astrazeneca: cosa c’è da sapere

In tutti questi casi la notifica giunge quando la prescrizione ha già avuto luogo e per questo motivo è possibile richiederne l’annullamento. In tutti gli altri casi, invece, non è possibile optare per il ricorso, in quanto, come già detto, decorsi sessanta giorni dalla notifica della cartella, questa non può più essere impugnata.