La terribile condizione dello stipendio pignorato in seguito ad un provvedimento esecutivo. Ecco cosa potrebbe cambiare.

Pignoramento stipendio
Pignoramento stipendio (Adobe)

Tra i provvedimenti esecutivi probabilmente peggiori in assoluto, non che gli altri siano maggiormente gradevoli, sia chiaro, il pignoramento dello stipendio o della pensione,  è un tipo di misura che si concretizza nel momento in cui un soggetto debitore non riesce a saldare la propria pendenza verso il proprio creditore. A quel punto scattano le solite azioni di recupero credito e nel persistere dell’impossibilità di pagamento, in presenza di uno stipendio o di una pensione, si può passare al pignoramento parziale di esso.

Generalmente il pignoramento di stipendio o pensione,  è il tipo di pratica maggiormente consigliata a chi è creditore nei confronti di un soggetto che in ogni caso non può o non vuole saldare la propria pendenza. In questo caso, il recupero del credito è certo, in quanto si dispone di uno stipendio o una pensione,  dal quale si può attingere la somma pattuita mensilmente. Per arrivare a ciò, però, c’è bisogno, da parte del creditore, di almeno una sentenza di primo grado o di un decreto ingiuntivo.

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Stipendio pignorato: le nuove garanzie per i debitori

Nel caso di pignoramento di stipendio o pensione, bisogna assicurare al debitore una quota di stipendio o pensione utili per vivere decorosamente. Quindi, generalmente la quota di importo pignorato rispetta sempre una soglia prestabilita, che a volte, in base a provvedimenti del Governo può cambiare o meno. Nel corso del 2020 si è passati ad una procedura più snella per quel che riguarda i debiti verso lo Stato. Con il creditore fortemente facilitato nell’arrivare al pignoramento di stipendio o pensione.

Nel caso dell’Agenzia delle Entrate creditore, le soglie per il pignoramento dello stipendio o della pensione, tenendo conto delle esigenze del debitore, sono le seguenti: 1/10 dello stipendio con un importo inferiore ai 2500 euro. 1/7 dello stipendio con un importo inferiore ai 5000 euro ed in 1/5 dello stipendio con un importo superiore ai 5000 euro.

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Le modalità di prelievo della quota pignorata possono avvenire in due diverse modalità, concordata con il datore di lavoro del debitore o direttamente con l’istituto bancario di riferimento del debitore stesso. In ogni cosa, una pratica al quale è impossibile sfuggire.