Pensione e contributi: cosa fare quando non se ne sono versati abbastanza

Si può richiedere la pensione raggiunto il minimo di età prestabilita dalla legge, ma non avendo versato i contributi adeguati?

Come è risaputo, per richiedere il diritto alla pensione è necessario avere un minimo di 20 anni di contributi; a volte, ma raramente, bastano però anche 15 anni.

E se i contributi versati fossero invece meno di 15 anni?

Si può ottenere questo beneficio solo ad una condizione: che l’inizio dei contributi versati allo Stato sia iniziato a partire dal 1996, non prima di quest’anno.

Inoltre per richiedere questa tipologia di pensione è necessario che sia fatta in Gestione Separata.

Per quanto riguarda la richiesta effettuata per la propria moglie, questa può avere dunque diritto alla pensione di vecchiaia contributiva solo se i contributi sono stati iniziati a versare a partire dal 31 dicembre 1995 per almeno 4 anni.

Prossima la scadenza di quota 100: si lavora su cosa ci possiamo aspettare dopo

In questo anno si concluderà la difficile situazione di quota 100 con il quale sarà possibile andare in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi anticipatamente.

In molti dunque potranno usufruire del pensionamento anticipato, stazionato altrimenti ai 67 anni di età con la Legge Fornero.

Quest’anno però, esattamente il 31 dicembre, la legge avrà una scadenza: in molti stanno cercando di effettuare la domanda al più presto possibile, cosi da non perdere il diritto della pensione anticipata.

Per il dopo quota 100 si pensa intanto ad altre soluzioni. La proposta arriva da uno dei portavoce del PD Graziano Delrio, che ha proposto la “quota 92”:  “Per un Italia più giusta. Allo scadere di Quota 100, introduciamo Quota 92 (30 anni di contributi e 62 d’età) che aiuti donne e lavoratori impegnati in lavori usuranti. Diamo maggiori garanzie ai giovani. Anche così si esce dalla crisi”.

Questo sistema però al momento non è stato preso in considerazione, dato che potrebbe avere una forte ripercussione sugli assegni. Infatti la percentuale degli assegni dati potrebbe addirittura arrivare al 34%.

Un’altra modalità potrebbe diventare quota 102 ovvero la pensione ottenuta  a 64 anni con 38 anni di contributi. Anche questa è un’ipotesi varata ed al momento presa in considerazione.