Ne esistono, secondo l’Inail, di tabellate e non. Nel secondo caso, occorrerà dimostrare che si tratta di malattie professionali. Ecco la procedura.

Malattia professionale
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Quando si tratta di malattia dal lavoro, occorre fare alcune distinzioni. Pochi, ad esempio, sanno categorizzare in modo esatto la cosiddetta “malattia professionale”. Ancor meno sanno assegnarle una precisa collocazione all’interno del tabellario Inail. Eppure la categorizzazione c’è e un quadro normativo a cui fare riferimento anche. Va comunque innanzitutto precisato a cosa ci si riferisca quando si parla di malattia professionale. Qualcosa di radicalmente diverso rispetto alla semplice malattia o all’infortunio sul lavoro.

Se l’infortunio infatti può capitare in qualunque momento, la malattia professionale si sviluppa nel corso del tempo. Ovvero, si tratta di una particolare patologia che un dipendente può contrarre nel corso della sua attività lavorativa. A ogni modo, così come regola le casistiche di infortunio, l’Inail permette di agire anche in caso di malattia professionale, attraverso la denuncia di una patologia che si ritiene essere imputabile alla propria mansione.

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Malattia professionale, cos’è e cosa prevede

In sostanza, se proprio si vuole attribuire una definizione, la malattia professionale può essere considerata una patologia che, progressivamente, si sviluppa a seguito dello svolgimento del lavoro. Le cause possono essere diverse ma comunque vanno inquadrate ai fattori che orbitano attorno alla professione, dall’ambiente di lavoro al tipo di attività svolta. Qualcosa di completamente diverso rispetto all’infortunio, i cui effetti non richiedono né tempo né progressività, ma si manifestano subito dopo l’incidente occorso. La cosiddetta “gradualità” della malattia, quindi, costituisce un requisito indispensabile per il suo inquadramento.

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Le malattie di questo tipo, come spiega l’Inail, possono essere tabellate (quindi previste e registrate dall’Istituto) o non tabellate (in questo caso il nesso tra lavoro e patologia dovrà essere dimostrato). Nel primo gruppo rientrano quelle malattie riconoscibili come tali, le lavorazioni che possono causarle e anche l’eventuale indennizzo, comprensivo del periodo massimo in cui riceverlo. Più complesso il secondo caso: per dimostrare che si tratta di malattie professionali, dovrà essere provata l’esposizione a un rischio, la durata e anche l’origine professionale della malattia. Tuttavia, se riconosciute, andranno a pesare naturalmente come le tabellate.