Pace fiscale, sindacati scettici sul condono: “E’ mascherato, avviare la riforma”

Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro con il premier Mario Draghi: sul tavolo il blocco dei licenziamenti e una programmazione che vada oltre la pace fiscale.

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“Avviare la riforma fiscale”. I sindacati non hanno dubbi: questa è la strada per accelerare il processo di uscita dalla crisi piuttosto che tentare di sgravare il peso dal deposito dell’Agenzia delle Entrate. Anzi, in una dichiarazione congiunta, i leader di Cgil, Cisl e Uil parlano chiaramente di “mascherati condoni fiscali” dietro la decisione del governo, con il venturo Decreto Sostegni, di alleggerire le cartelle esattoriali rimaste in arretrato. Una mossa che sembrava aver incontrato consensi generali ma che ora viene messa in discussione.

Maurizio Landini (Cgil), Luigi Sbarra (Cisl) e Pierpaolo Bombardieri (Uil), hanno inoltrato richiesta di un incontro con il premier Mario Draghi. L’obiettivo, quello di un confronto sul tema, riportando tuttavia a galla anche altre questioni come il blocco dei licenziamenti e il piano vaccinazioni. E anche ribadendo la lotta all’evasione come prioritaria per risollevare il welfare del Paese. Per quanto riguarda la pace fiscale in prevista nel Decreto legge, il timore dei sindacati è che non segua un potenziamento del comparto lavorativo. Il quale passa innanzitutto da una messa a punto della proroga del blocco dei licenziamenti..

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Nei dettagli, il contenuto della prevista pax si conoscerà solo con la bozza definitiva del decreto. Tuttavia, a grandi linee, le colonne portanti della maxi-scorciata agli arretrati fiscali ormai è nota. Super taglio alle cartelle esattoriali del periodo 2000-2015, fino a un tetto massimo di 5 mila euro ma con possibilità di estensione a 10 mila. Solo un’eventualità finora e probabilmente resterà tale. A ogni modo, anche il solo fatto che se ne parli dà l’idea di quanto l’esecutivo creda nell’efficacia di una pace fiscale che vada a ridurre la saturazione dei magazzini dell’erario.

Pace fiscale, sindacati scettici sul condono: “Combattere l’evasione”

Cancellare i debiti riferiti a quel periodo e compresi in quella cifra, significherebbe svuotare il 56% dell’archivio dell’Agenzia delle Entrate. A una prima analisi, le sanzioni che verrebbero rimosse riguardano comunque crediti limitati, come il mancato pagamento del Bollo Auto o le sanzioni, ma anche il mancato versamento delle imposte.

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In ballo c’è comunque anche il Saldo e Stralcio per le cartelle dal 2000 al 2017, già soggette ai rinvii dei decreti Rilancio, Ristori e Agosto. Contrariamente al condono delle cartelle 2000-2015, che non terranno conto dei redditi, il Saldo e stralcio lo farà: i beneficiari saranno i contribuenti con Isee inferiore a 20 mila euro. Il saldo avverrà per una cifra fra il 16% e il 35% del dovuto. Comunque un bel risparmio.