L’Authority avrebbe individuato una scarsità di informazioni ai clienti circa la stipula dei contratti di polizze Rc Auto. Telepass valuta il ricorso.

Autostrade Telepass
Foto © Pixabay

Due milioni di euro di sanzione a Telepass e Telepass Broker, comminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. A far scattare la pesante multa, comunica lo stesso ente, il riscontro di una “pratica commerciale ingannevole nell’attività di distribuzione di polizze assicurative Rc Auto“. Le quali sarebbero state assegnate attraverso la app dell’azienda per i clienti in possesso di un abbonamento Telepass Family e Telepass Viacard. La nota, riportata dall’Agi e diffusa dall’Autorità, deriverebbe da specifici e mirati accertamenti.

A far saltare il banco in materia assicurativa, secondo l’Antitrust, la mancata informazione dei clientisulla raccolta e sul modo di utilizzo dei loro dati, anche a fini commerciali“. Un’informativa che, spiega l’Authority, non forniva in modo esaustivo i dettagli del contratto stipulato, limitandosi a puntare sulla convenienza economica e sull’efficienza della procedura. Un’altra manchevolezza, sulla natura rappresentativa dei soggetti fornitori di polizze. E anche sul fronte dei dati sarebbe stata riscontrata qualche incongruenza rispetto al protocollo.

LEGGI ANCHE >>> Le multe per violazione del coprifuoco sono annullabili: come agire

Telepass nel mirino dell’Antitrust, maxi-multa da 2 milioni: il caso

Due milioni, di questi tempi, è di sicuro una mazzata. I clienti soggetti a contrattualizzazione sul piano dell’Rc Auto, non avrebbero ricevuto un’informativa chiara su diversi aspetti dell’accordo. Spiega ancora il comunicato, l’informativa non esplicava chiaramente che “i dati venivano utilizzati da Telepass per finalità commerciali diverse rispetto a quelle per cui erano raccolti, ossia la fornitura del preventivo“. Per quanto riguarda le polizze, la rappresentatività dei soggetti non solo non sarebbe stata chiara ma sarebbe venuta a mancare anche la specifica che “alcuni di essi erano meri intermediari che agivano come agenti mandatari di compagnie non individuate“.

LEGGI ANCHE >>> Dipendenti pubblici, pronti i nuovi contratti: qualcuno ci guadagna di più

Altro neo individuato dall’Authority, la mancata informazione, da parte di Telepass, circa i criteri e i parametri che le società utilizzavano per selezionare il preventivo proposto. Dati che, secondo l’Antitrust, sarebbero stati invece necessari al fine di fornire ai clienti una scelta consapevole. E anche completa di tutte le informazioni del caso. Telepass per ora non replica ma non mette da parte l’ipotesi di ricorrere: “Telepass si riserva di valutare la possibilità di un ricorso avverso le decisioni dell’Autorità, una volta approfondite le argomentazioni alla base del provvedimento“.