Dipendenti pubblici, pronti i nuovi contratti: qualcuno ci guadagna di più

I rinnovi dei contratti portano con sé qualche dotazione in più man mano che si sale di categoria pubblica. Ecco chi ride meno degli altri.

Contratti pubblici
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Risale a qualche giorno fa il vertice a Palazzo Chigi fra il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e i leader delle principali sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil). Sul tavolo, una questione delicata come il rinnovo dei contratti pubblici, che a portato a galla un piano di rinnovamento che, nell’immediato, dovrebbe portare un paio di novità. Sì, sostanzialmente due, a cominciare dall’aumento medio di stipendio pari a 107 euro per poi arrivare alla regolamentazione dello smartworking. Una nuova concezione, che superi la connotazione a esclusivo stato di emergenza.

A ogni modo, come spesso accade, il rinnovamento non sarà uniforme. Il guadagno sarà maggiore per qualcuno rispetto a qualcun altro anche se, a livello complessivo, si parla comunque di aumenti. La differenza semmai sta nelle cifre: alcune categorie vedranno sì un incremento nei guadagni ma, come nel caso degli insegnanti, difficilmente si arriverà al tetto dei 107 euro. Il corpo docenti, infatti, vedrà un incremento medio di 87 euro. A conferma di un settore, come quello scolastico, che continua a restare indietro rispetto ad altri.

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Dipendenti pubblici, pronti i nuovi contratti:

Prendendo in esame un periodo esteso che va dal 2005 a oggi, l’incremento dei compensi medi per i dipendenti pubblici è salito di circa il 21,1%. Aumenti che hanno seguito il passo dell’inflazione, quindi proporzionati rispetto all’andamento complessivo del rapporto fra prezzi e capacità di acquisto. Tuttavia, come detto, qualcuno è rimasto indietro. La scuola più di tutti, ma anche sanità (+17,6%) e l’Alta formazione artistica e musicale. A ogni modo, l’andamento dei rinnovi va considerato in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue variabili.

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In questo senso, un’idea più o meno chiara la dà l’effetto dei rinnovi sullo stipendio percepito. Ad esempio le Regioni e gli Enti locali sono cresciute del 17,9% mentre quelle a Statuto speciale del 24,4%. Questo significa che, rispetto all’andamento dell’inflazione, alcune categorie sarebbero incorse nella perdita di potere d’acquisto. Da questo punto di vista, gli insegnanti fanno… scuola: 18,4% (incluso anche il resto del personale scolastico). L’impatto dei rinnovi sale man mano che salgono le categorie. Una su tutte: +67,5% per i dipendenti di Palazzo Chigi.