Mutui, attenti alla batosta dei tassi: ecco cosa sta succedendo

Brutte notizie arrivano dal mondo dei mutui, dove nel corso del mese di febbraio si è riscontrata una batosta per quanto riguarda i tassi. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa sta succedendo.

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Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati dall’impatto del Covid che ha influito negativamente sulle nostre vite, sia dal punto di vista delle relazioni sociali che economiche. Molte attività hanno le serrande al momento chiuse, con molti imprenditori che si trovano alle prese con un netto calo del fatturato. Una situazione difficile da gestire, con sempre più persone costrette a fare continuamente i conti in tasca prima di poter acquistare qualcosa, in modo tale da non incidere negativamente sul budget della propria famiglia.

Un contesto particolarmente complicato, con molte persone che non riescono a far fronte alle varie spese quotidiane, tanto da richiedere, quando possibile, il congelamento delle rate di mutui e prestiti. Proprio in questo ambito giunge una batosta riguardante i tassi di interesse, che non può passare di certo inosservata. Ma cosa sta succedendo? Entriamo nei dettagli e vediamo assieme cosa c’è da sapere in merito.

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Mutui, attenti alla batosta dei tassi: a febbraio salgono all’1,3%

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I dati evidenziati nel bollettino mensile dell’Associazione bancaria italiana, meglio conosciuta come Abi, evidenziano una batosta sulle rate dei mutui. I tassi di interesse sulle operazioni di finanziamento relative all’acquisto di immobili sono saliti dall’1,27% del mese di gennaio fino all’1,3% a febbraio.

Tale risalita, stando a quanto si evince dai dati forniti dall’Associazione bancaria italiana, è avvenuta in un contesto in cui si registrano i seguenti dati: tasso euribor a 3 mesi, elemento di riferimento per i mutui variabili, è passato da -0,55 a -0,54, mentre l’Irs a dieci anni, elemento di riferimento per i tassi fissi, è passato da -0,22 a -0,06.

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Diversa, invece, la situazione per quanto riguarda i prestiti, cui tasso medio è sceso dal 2,26% al 2,24%. Numeri che non possono passare di certo inosservati e che permettono di una vera un’idea chiara dell’attuale situazione del sistema creditizio italiano.