Mercato auto, si raschia il fondo: le immatricolazioni colano a picco

La contrazione si registra in tutta Europa: il settore delle auto risente della crisi come tutti gli altri e continua a toccare livelli sempre più bassi.

Automobile
Foto di Markus Thomas da Pixabay

Il settore produttivo rallenta in tutte le sue declinazioni. Il periodo (lungo) di cassa integrazione, così come l’interruzione di alcune attività lavorative ha fatto ricadere il colpo di martello in particolare nell’ambito dei consumi. In questo senso, nessuno è stato risparmiato. A eccezione dei bisogni primari, l’intero comparto consumistico ha subito una brusca frenata, anche e soprattutto in virtù della minor disponibilità economica dei contribuenti. E l’automotive non ha fatto eccezione. Come gli altri, il calo è stato sensibile.

Le immatricolazioni di auto ha subito un pesante calo non solo in Italia ma in tutta Europa. Febbraio ha certificato un trend al ribasso registrato fin dagli inizi del 2020, ovvero in corrispondenza con l’esplosione della pandemia. A tracciare il dato è il report mensile di Acea, che spiega come le immatricolazioni europee siano in ulteriore picchiata nel secondo mese del 2021: addirittura giù del 19,3% su base annua, corrispondenti a 771.486 unità. Un calo sensibile rispetto allo stesso periodo pre-pandemico: 956 mila a febbraio 2019.

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Mercato auto, si raschia il fondo: crollano i marchi storici

La contrazione del mercato è evidente ovunque. Secondo i dati dell’Associazione di libero scambio Efta, includendo il Regno Unito si tocca una discesa del 20,3%. Se si tiene conto dei Paesi dell’Eurozona, il ritmo è pressoché identico: 20,4% in meno rispetto a gennaio, ovvero 680 mila unità in meno soggette a immatricolazione. Comprendendo i restanti Paesi dell’Europa occidentale, inclusi i dati Efta, il calo si attesta al 21,3%. Scendendo ancora più nel dettaglio, non va per nulla meglio in casa nostra: l’Italia registra un -12,3%, scendendo ulteriormente rispetto al mese scorso.

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Crisi profonda anche per Paesi che sul mercato delle auto basa buona parte delle sue entrate. La Germania, ad esempio, scende del 19%, la Francia addirittura del 20,9%. Numeri shock per la Spagna, che scivola a -38,4%. Febbraio nero anche per i marchi, con Fiat che segna un -28,4% e Stellantis un -22,4%. Male anche Peugeot (-12,2%) e Volkswagen (supergruppo che include anche nomi come Audi e Porsche), che registra un -20,4% nella sola Europa Occidentale. Numeri sconfortanti, che certificano ancora una volta non solo la crisi economica data dal Covid ma anche quanto tempo servirà prima di rimettersi in carreggiata.