Una pioggia di soldi ai lavoratori piegati dal Covid: a fondo perduto

I bonus ristorante sono ormai una realtà, ecco chi godrà di questo importante incentivo per provare a ripartire il prima possibile.

Tra i settori più colpiti dalle purtroppo necessarie misure restrittive dettate dall’emergenze covid, quello della ristorazione risulta ormai da mesi senza una adeguata copertura da parte dello Stato. Sempre più imprenditori si vedono costretti dalle incombenze dovute da rispetto degli impegni economici presi e dal pagamento delle dovute tasse di gestione, sono costretti a chiudere bottega o ad indebitarsi ulteriormente, compromettendo non poco la propria attività.

Dalla prossima settimana, però, una importante novità riguarderà proprio questo settore e tutti gli imprenditori interessati. Il bonus ristorante arriverà nelle tasche di questi imprenditori, che troveranno sui propri conti correnti, in seguito all’invio delle richieste di accesso a tale bonus, un gradito regalo da parte dello Stato. Un importo, che al momento potrebbe servire a dare respiro ad un comparto fortemente danneggiato dalla pandemia.

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Bonus per tutti gli imprenditori: attenti alla compilazione della richiesta

Purtroppo, però, non tutti potranno godere nell’immediato di parte dei quasi 90 milioni stanziati dal Governo per tale misura. Il contributo, spendibile esclusivamente in beni di natura agroalimentare, non sarà previsto per quanti hanno compilato in maniera errata la domanda di adesione. Per questi ci sarà la possibilità di correggere tali richieste entro un tempo limite prestabilito. Nel caso non si rispettasse tale limite, si resterebbe fuori, definitivamente, dall’accesso alla misura di sostegno.

Al momento, i ristoratori coinvolti incasseranno il 90% del bonus stanziato, la restante quota, cioè il 10%s sarà bonificata dal mese prossimo, una volta inviata prova delle transazioni che testimonino l’utilizzo in approvvigionamento di beni del settore agroalimentare, della prima parte di bonus. Una buona notizia, insomma, per quello che risulta essere, realisticamente, uno dei settori più colpiti dalle necessarie misure restrittive, conseguenti alla pandemia in corso da ormai un anno.