È possibile pagare meno bollette domestiche e riparazioni: in questo modo

La regola riguarda la riduzione della bolletta di condominio. Fino a quanto in percentuale è possibile ridurla?

C’è un metodo che probabilmente non tutti conoscono che permette di pagare il 10% in meno di IVA in bolletta per alcune spese condominiali.

Questo benefit dipende dal comune di residenza e dalla dichiarazione in merito dell’Agenzia delle Entrate.

Questo credito può essere usato anche dai negozi facenti parte di quel condominio. Le bollette in questione sono di riscaldamento, illuminazione e servizio di parti comuni.

Questa soluzione è stata approvata anche dal Fisco, che però ha imposto una regolamentazione: l’abbono del 10% per quanto riguarda la corrente elettrica è da destinarsi solo ad uso famigliare, mentre per quanto riguarda la spesa condominiale, la spesa si considera ad utilizzo “esclusivamente residenziale”.

È possibile pagare meno le bollette semplicemente autocertificandosi: elettricità, condominio, riscaldamento

Per effettuare la domanda ufficiale che porterà poi l’approvazione del Fisco e dell’Agenzia delle Entrate, è necessario presentare per prima cosa il proprio ISEE.

Infatti la richiesta potrà essere effettuata solo riguardo a persone e famiglie che siano in gravi difficoltà economiche e che contino un Indicatore della situazione economica equivalente di massimo 8265 euro annuali.

Il reddito estremamente basso faciliterà la richiesta e l’ottenimento del beneficio, ma come precisa l’Agenzia delle Entrate che la responsabilità del beneficio è ferma a carico del cedente, ovvero delle aziende di energia elettrica e delle bollette legate agli altri benefici.

Un altro beneficio di cui le famiglie potranno anche usufruire sarà diritto alla riparazione degli elettrodomestici,che si va ad uniformare con le nuove etichette delle classi energetiche.

Questo nuovo regolamento è stato confermato in 27 paesi europei e sancisce che l’azienda produttrice è obbligata a facilitare la riparazione di un elettrodomestico, a fornire o velocizzare il reperimento dei pezzi di ricambio.

Nel dettaglio, il diritto alla riparazione degli elettrodomestici sancisce che i pezzi di ricambio debbano essere reperibili per:

  • almeno 7 anni dopo l’acquisto per gli apparecchi di refrigerazione (10 anni per le guarnizioni delle porte);
  • almeno 10 anni per lavatrici e lavasciuga domestiche;
  • almeno 10 anni per le lavastoviglie domestiche (7 anni per alcune parti per le quali l’accesso può essere limitato ai riparatori professionisti).