Decreto Covid, quali bonus spettano ai genitori con figli in Dad

Ci sarebbero diversi bonus per i lavoratori che hanno figli costretti a seguire la didattica a distanza, nel Decreto Covid

Decreto Covid, quali bonus spettano ai genitori con figli in Dad
Studiare in Dad (Fonte foto: web)

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Decreto Covid, pensando anche agli aiuti da elargire ai genitori con figli in Dad. Si tratta di 290 milioni di euro, stanziati per i sei milioni di genitori che hanno figli in Didattica a distanza. Aiuti, che entreranno in vigore del prossimo lunedì e varranno fino al gennaio.

La base è la possibilità o meno di lavorare in smart working, con in alternativa un congedo parentale retribuito al 50%. Contributo, che varrebbe sia per chi ha figli minori di 14 anni in Dad, sia per i casi di quarantena richiesti dall’Asl per contatti verificatisi a scuola, o altri luoghi frequentati da bambini e ragazzi.

Infine, la ministra Bonetti, ricorda che tali bonus sono estendibili anche ai genitori di figli con disabilità in situazione di gravità accertata, iscritti a qualsiasi scuola che abbia sospeso l’attività in presenza.

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Quali sono i bonus per i figli che svolgono la Dad

Grazie al Decreto Covid, i genitori impossibilitati a lavorare in smart working e che abbiano figli tra i 14 ed i 16 anni in didattica a distanza, potranno assentarsi dal lavoro ed usufruire del congedo parentale per il quale è già ponderata una indennità, con contributi figurativi. In questo caso viene assegnata al genitore la possibilità di astenersi dal lavoro per l’intero periodo dell’attività in presenza, con assoluto divieto di licenziamento.

Poi, c’è il ritorno del bonus baby sitter. Il contributo, con il nuovo Decreto Covid, dovrebbe andare esclusivamente agli autonomi, con l’indennizzo per i genitori che dovrebbe essere di 100 euro a settimana.

Sarebbero solo i genitori a loro volta, lavoratori autonomi a poter usufruire di questo tipo di indennità, più i lavoratori impegnati contro il Covid, in prima linea, vale a dire: medici, infermieri, forze dell’ordine. Non è detto però, che a cose ufficiali, non possa essere esteso anche ai genitori che lavorano come dipendenti.