Repubblica Democratica del Congo: potrebbero essere tutti ricchi, ma…

Repubblica Democratica del Congo
Fonte Pixabay

La Repubblica Democratica del Congo vanta sul suo suolo materie prime di ogni genere. Lo sfruttamento degli altri paesi però la relega in condizioni di assoluta povertà

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L’Africa ancora oggi è il continente più povero dell’intero pianeta, una condizione che però non rende giustizia alle potenzialità di una terra che ha risorse da vendere. Prendendo il caso della Repubblica Democratica del Congo, viene fuori una realtà triste e al tempo stesso significativa di come il resto del mondo vede questo territorio.

Lo stato situato nella parte centrale del continente africano è un’autentica miniera di ricchezza. Scavando sotto il suolo si possono trovare rame, cobalto, oro, diamanti, zinco, uranio, stagno, argento e tante altre materie di fondamentale importante, che vendute nei paesi più avanzati possono fruttare una vera fortuna.

Col passare degli anni, quella di realizzare delle buche per trovare minerali è diventata l’attività principale del posto. Alcune aeree sono praticamente dissestate a causa di ciò e anche i bambini spesso e volentieri danno il loro contributo.

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Repubblica Democratica del Congo, uno sfruttamento senza fine

Ed è qui che viene fuori il peggio di questa incresciosa vicenda. A “comandare” sono ormai le imprese cinesi, che si sono assicurate i diritti di estrazione. Un dominio esercitato nel pieno sfruttamento della popolazione autoctona, a cui non viene garantita una retribuzione adeguata, nessun diritto a livello contrattuale e soprattutto vengono sottoposti a turni di lavori estenuanti senza nemmeno un giorno di riposo. A questo bisogna aggiungere le condizioni climatiche. Con la pioggia o con il sole (che può essere torrido a certe latitudini) si lavora comunque.

Il cobalto ad esempio di cui la Repubblica Democratica del Congo è la prima produttrice al mondo (con circa la metà delle riserve conosciute), una volta estratto diventa di proprietà della Cina. Una condizione dovuta ad uno scellerato accordo con i governatori congolesi che si dividono i profitti con la super potenza asiatica.

Un vero peccato se si pensa che certi materiali rappresentano di fatto il futuro. Possono infatti servire per la dare il via alla rivoluzione del mercato automobilistico elettrico. Potrebbero inoltre sfamare un intero paese, che allo stato attuale “lavora per gli altri”.