Pensioni e nuova regolamentazione: ecco cosa cambia

Le nuove regole sulla pensione dopo quota 100 porteranno a dei cambiamenti sostanziali o a delle riconferme sulle regole.

pensione-inps-soldi

Le pensioni sicuramente saranno in calo nel prossimo periodo.

L’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) ha deciso un abbassamento delle pensioni a partire dal mese di marzo. A farne le spese in particolare operai ed impiegati che si vedranno ulteriormente abbassare il reddito.

È stato calcolato che già dalle annualità del 2021 e del 2022 vi sarà un taglio che porterà ad una riduzione del compenso tra i 100 ed i 170 euro lordi, con una media di 136 euro.

Purtroppo le brutte notizie non finiscono, dato che il percepire l’assegno di prevenzione sociale dipende soprattutto dall’andamento del PIL: infatti se il prodotto interno lordo aumenta, aumenteranno anche gli importi pensionistici, cosa invece che non sarà possibile se diminuisce in negativo.

Pensioni e nuova regolamentazione: ecco cosa cambia dai prossimi anni

Come detto dunque tutto dipende dall’andamento economico dei prossimi anni: si può prendere come esempio di un lavoratore dipendente di 50 anni con un reddito netto di 2.300 euro al mese.

Andando in pensione all’età dichiarata di 67 anni, questo avrà una pensione di circa 1867 euro, contro i 1900 che avrebbe percepito se non ci fosse stata la recessione del 2020.

Discorso a parte per i giovani, che sono ancora in tempo per una ripresa economica e fiscale e devono dunque sperare che nei prossimi anni l’economia risorga.

In questo anno si concluderà anche la difficile situazione di quota 100 con il quale sarà possibile andare in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi anticipatamente.

La scadenza momentaneamente per il prolungamento pensionistico di quota 100 è il 2022, anno entro il quale, se Draghi non regolarizzerà la situazione, non ci sarà più possibilità della pensione anticipata e si resterà sui 67 anni per tutti.

Anche la commissione europea non sembrerebbe aver approvato definitivamente la quota 100. Al momento però il pensiero più importante per il governo sembrerebbe essere il recovery found, dunque le pensioni dovrebbero passare in secondo piano.