Sciopero delle partite iva: in piazza per continuare a vivere

Uno sciopero che non ha precedenti. Si chiede la vicinanza del Governo in questa delicatissima fase storica.

Partite Iva

Il primo sciopero nella storia della categoria. Le partite iva scendono in piazza per protestare contro l’immobilismo del Governo, cosi come era successo per quello precedente guidato da Giuseppe Conte. Un Governo, che nonostante gli aiuti offerti alla categoria non ha fatto abbastanza secondo l’esercito dei liberi professionisti, realisticamente profondamente colpiti dalla crisi economica scaturita dalla pandemia di covid.

Oggi questi lavoratori scendono in piazza per chiedere al Governo interventi mirati e decisi per superare ancora una volta un momento più che critico. Le nuove chiusure di numerosi comparti dell’economia nazionale, la restrizioni che penalizzano in ogni caso quelli che possono restare aperti, chiedono interventi forti. Una intera classe di lavoratori rischia di scomparire se no si agisce presto, se non si trovano soluzioni per arginare le dinamiche che la pandemia ha innescato.

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Sciopero delle partite iva: appuntamento in Piazza del Popolo a Roma

Sciopero partite iva
Sciopero partite iva (Web)

L’associazione promotrice della grande mobilitazione, con circa 450mila iscritti attraverso il proprio canale Facebook, è: “Partite Iva – Insieme per cambiare”. Inoltre la piena adesione alla mobilitazione è stata data, tra le altre, dalle associazioni Apit, Pin, Movimento Impresa, l’Italia che Lavora, Rete P.Iva. L’appuntamento è per le ore 10 in Piazza del Popolo a Roma, l’obbiettivo invece è quello di convincere il Governo Draghi ad intervenire su alcuni temi ritenuti di fondamentale importanza.

Tra questi, maggiore attenzione ad esempio sugli indennizzi alle attività maggiormente colpiti dalla crisi innescata dalle restrizioni, liquidità immediata alle imprese e riduzione della pressione fiscale di almeno il 30-35%. Si chiede inoltre di tenere in considerazione la presunzione d’innocenza nel contesto fiscale per chi ritenuto colpevole prima della definitiva sentenza. Si chiede la sanatoria dei debiti pendenti o dilazioni prolungate negli anni. Ammortizzatori sociali, utilizzo del contante senza limiti e semplificazioni nel campo della burocrazia.