Pensioni: la proposta di Brunetta è lasciare a casa i dipendenti pubblici

Il ministro, Renato Brunetta propone di mandare a casa i dipendenti pubblici con un incentivo all’esodo per le pensioni

Pensioni: la proposta di Brunetta è lasciare a casa i dipendenti pubblici
Renato Brunetta (Fonte foto: web)

L’anzianità aiuterebbe dipendenti pubblici e statali a restare a casa con una sorta di scivolo per la pensione, nelle idee del ministro, Renato Brunetta. Ciò vorrebbe dire sbloccare finalmente anche tante nuove assunzioni, ed aumentare le uscite a 300.000 nei prossimi tre-quattro anni, mentre nel biennio 2019-2020 sono stati 190mila i dipendenti pubblici andati in pensione.

L’idea, sarebbe di creare un meccanismo volontario di incentivo all’esodo che interessi i lavoratori più prossimi all’età della pensione e che non abbiano professionalità non appropriate a restare nella PA, a seguire l’innovazione tecnologica e non più stimolate. C’è da chiarire ancora la forma dei dettagli, di questo modello di scivolo.

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Pensioni: l’idea di Brunetta e le altre in campo

Brunetta, scrive nella propria relazione alla PA per quanto riguarda assunzioni e pensionamenti: Le cessazioni delle fasce con maggiori anzianità contribuiscono a elevare la quota di laureati che tuttavia non supera il 40%. È urgente ripensare i meccanismi di reclutamento delle persone sia sul piano procedurale e organizzativo che della selezione delle professionalità migliori e più idonee per le esigenze dell’amministrazione”.

Altre ipotesi, si parla soprattutto di come affrontare la questione Quota 100, che sarà messa da parte dopo il termine del suo percorso con la fine dell’anno 2021. Chiudendo Quota 100, si andrebbe a creare quel dislivello di 5 anni tra le pensioni di oggi a 67 anni e quella della Quota, appunto. Graziano Delrio del PD, proponeva Quota 92, vale a dire 62 anni di età e 30 di contributi.

Ci sarebbe un’altra ipotesi ancora, per le pensioni, con tre passaggi:

  • Uscita a 63 o 64 anni con un calcolo interamente contributivo dell’assegno;
  • fine della pensione anticipata INPS a 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini;
  • pensioni con Quota 102 con 64 anni di età e 38 di contributi, ma senza penalizzazioni.