Gli atenei italiani vanno meglio nelle discipline umanistiche e negli Studi classici: in questa graduatoria, La Sapienza è prima al mondo.

Università La Sapienza
Foto di Engin Akyurt da Pixabay

Non Cambridge, né Oxford e nemmeno Harvard. In cima alla classifica c’è un’eccellenza italiana come l’Università degli studi di Roma “La Sapienza”, che si conferma baluardo a livello mondiale per quanto riguarda gli studi classici. A riferirlo è il QS World University Rankings, che ricorda a tutti come il principale ateneo dell’Urbe resti fra i migliori in assoluto, con la sua storia secolare e, soprattutto, con la qualità della sua attività accademica.

Sì, perché non è solo il numero di iscritti a fare la differenza. C’è da considerare, infatti, il prodotto in termini di studi, di ricerca, di pubblicazione. E i livelli più alti nel campo degli studi classici e umanistici restano ad appannaggio dello Studium Urbis. In queste discipline La Sapienza è prima in assoluto a livello mondiale, avendo scavalcato un monumento come Oxford. Se poi si pensa al sistema universitario, allora lì si scende nel complesso di tutti gli atenei italiani. Ma l’Italia non se la cava comunque male: quinto posto in Europa.

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Università migliori, l’Italia guida la classifica: studi classici e umanistici i campi migliori

Accanto alla Sapienza, infatti, orbita una rosa di nomi che il Qs World University Rankings tiene comunque in debito conto. Il Politecnico di Milano, per esempio, arriva al quinto posto a livello mondiale per quanto riguarda Arte e Design, al decimo per Architettura. In graduatoria anche la Bocconi, settima in Business and Management e, rispettivamente, quattordicesima e diciottesima per  Accounting and Finance ed Economics and Econometrics. Sei piazzamenti per il Politecnico di Torino (quindicesimo in Ingegneria del Petrolio) e quattro per l’Università di Bologna (meglio in Studi classici, ventesima).

E per quanto riguarda Medicina? La fase pandemica ha piazzato il nostro Paese ai vertici degli atenei mondiali anche sul fronte della ricerca relativa al Covid-19. Considerando che il rapporto prende in esame 1.440 atenei e ben 13.883 programmi universitari, il fatto che l’Italia rientri nella top 100 a livello di università per gli studi in Medicina è comunque un buon segno. Non nella top 50 però, e solo con due atenei. Ancora peggio va nelle discipline di Scienze Biologiche, Chimica, Scienze Ambientali e Matematica: nemmeno un’università fra le prima 50. Gli accademici italiani si distinguono in altri campi.