Le polemiche degli ultimi giorni sui furbetti non hanno aiutato una misura per cui già non si stravedeva. Ora il Cashback rischia sul serio e anche a breve termine.

Cashback

Alla fine della fiera sembra che il tanto discusso Cashback di Stato abbia portato più polemiche che premi. Vero, il maxi-rimborso non è ancora arrivato e siamo tutti ancora in piena corsa per i 1.500 euro riservati ai 100 mila che a giugno saranno stati i più solerti, ma è la natura stessa del “gioco” che non convince più. Specie dopo le lamentele arrivate per i cosiddetti “furbetti” del Cashback, che cavalcano l’ormai famoso buco normativo dell’assenza di un tetto minimo di spesa e accumulano transazioni come se piovesse.

Al momento, tutte le certezze sulla misura del Cashback sembrano destinate a scemare. Il premier Mario Draghi, infatti, non sembrerebbe troppo ben disposto al sistema così come è stato pensato, relegandolo fra quei bonus che più volte ha dichiarato di non amare. Anche perché, e anche questa era stata una problematica sollevata in passato, il Cashback potrebbe di per sé non rientrare nei parametri richiesti dall’Unione europea. Un argomento che nei mesi scorsi aveva fatto discutere ma che sembrava comunque superato.

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Cashback agli sgoccioli, Draghi prepara la ridistribuzione

Il tema del momento è il Recovery Fund. E la tempistica, piuttosto esigua (circa 15 giorni), per capire come allinearsi alle direttive comunitarie. In questa discussione rientra anche il Cashback le cui risorse, secondo quanto ipotizzato dal governo, starebbero meglio se destinate altrove piuttosto che a un rimborso ritenuto effimero. Con questa prospettiva, il problema che potrebbe presentarsi è che chi aveva diritto al Cashback non solo potrebbe dover dire addio al rimborso ma anche perdere l’eventuale premio. Brutta notizia, soprattutto per tutti coloro che sono rimasti fuori dalla versione “di prova” e speravano in quella di Stato.

In pratica, chi ha già incassato il rimborso potrà stare tranquillo. Per chi sperava di far centro con i 1.500 euro oppure di rientrare fra coloro destinatari del rimborso standard faranno bene a incrociare le dita. In effetti, l’aria che tira non è particolarmente propizia per il Cashback, considerando che nella pianificazione sul Recovery potrebbe essere uno dei primi provvedimenti a finire nel cestino. In ballo ci sono 5 miliardi, oggettivamente non pochi, che il governo avrebbe intenzione di destinare ad altri progetti (probabilmente all’occupazione e a misure di crescita del Pil). Novità a breve.