Finanza alternativa, crowfounding ed altri canali: apri la tua impresa

La finanza alternativa è un modo di fare impresa che conviene sia agli imprenditori che agli investitori, e tratta di Pmi e Start Up

Fonte foto: (Pixabay)

La finanza alternativa è una forma di incentivo per chi vuole avviare una Pmi o una Start Up, di proprietà di piccole e medie imprese, generalmente, che hanno maggiori difficoltà ad effettuare l’accesso a forme di credito da parte di istituti di prestito o da banche. Essa, mette a diretto contatto creditori e debitori, per la nascita di progetti innovativi. Nel Regno Unito circa il 50% delle piccole e medie imprese si è già rivolto al sistema della finanza alternativa per non doversi rivolgere agli istituti di credito.

In questo modo si esce dal sistema incentrato sulle banche, così che gli stessi imprenditori possano avere un maggior controllo sulle proprie imprese. Se c’è un’alternativa che è stata molto apprezzata nell’ultimo periodo, è quella del crowfounding. Non è nient’altro che una raccolta di denaro per sovvenzionare un progetto ed i 4 tipi esistenti sono: reward, equity, lending e donation.

Il reward crowdfunding, in cui gli investitori, ricevono il loro compenso per l’investimento fatto verso l’impresa, ricevendo da essa il suo prodotto in modo da poterne controllare in prima persona, la qualità. L’equity crowdfunding invece prevede che chi finanzia diventi socio di minoranza della società nascente con diritto agli utili e non di voto.

Ancora, abbiamo il l lending crowdfunding, dove attraverso una piattaforma, un privato fa un prestito ad un altro privato. Il debitore poi restituisce la somma ricevuta al creditore, più gli interessi maturati. Per terminare, il donation crowdfunging, con una donazione senza pretesa di ritorno da parte di chi aiuta il fondatore dell’impresa.

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Gli altri canali di finanza alternativa

Nato nel Regno Unito, c’è anche la invoice trading, cioè la cessione dei crediti pendenti delle piccole e medie imprese a investitori istituzionali. Con questo passaggio, l’azienda può usufruire di un acconto del 90% dell’importo di fattura da pagare e l’altro 10% più in là. Ma ci sono ancora altri canali, per la cosiddetta finanza alternativa. Uno, è il minibond che permette alle imprese di avere il cash per sviluppare i propri progetti. Essi, possono essere emessi dalle PMI che vantano un fatturato annuale di almeno 2 milioni di euro e contano almeno 10 dipententi, o sottoscritti da investitori istituzionali ed altri soggetti come le stesse banche.

Il direct lending invece, è un prestito che un’impresa offre ad una seconda impresa sempre senza intermezzo di una banca, mentre il private equity è un investimento dove un supervisore esperto in materia, qui l’investitore mette a favore delle PMI, soldi ma anche conoscenze e competenze, partecipando alla pianificazione della strategia dell’impresa. L’imprenditore ha però poi strada libera, con l’investitore ad agire come una sorta di consigliere.

Infine, le initial coin offerings, dette ICOs, che vivono grazie alle criptovalute. Queste, non sono altro che finanziamenti di progetti e di imprese, tramite blockchain. Quando l’investitore stabilisce di finanziare un’azienda con i propri soldi acquista automaticamente i token correlati al progetto su cui intende investire. E questi gli garantiscono di finanziare il progetto e partecipare alle divisioni future degli utili.