Brutte notizie in arrivo per tutti gli amanti del bonus cashback. Stando alle ultime indiscrezioni, infatti, sembra che il suo futuro sia sempre più a rischio. Entriamo nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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In seguito al crollo del governo Conte bis, il presidente Mattarella ha deciso di affidare la guida del nostro Paese a Mario Draghi. L’ex governatore della Banca Centrale Europea, quindi, è il nuovo Premier e proprio in questi giorni l’esecutivo è al lavoro al fine di delineare delle nuove linee guida da dover rispettare. Dopo l’approvazione del decreto Milleproroghe e mentre si attende il cosiddetto Dl Sostegno, infatti, il nuovo governo è al lavoro per modificare il Recovery Plan.

Lo scopo è quello di definire un piano che segua il più fedelmente possibile le linee guida provenienti dall’Europa. Proprio per questo motivo si potrebbe assistere alla cancellazione di alcune misure precedentemente approvate, tra cui proprio il bonus cashback. Fin da prima dell’insediamento del governo Draghi, d’altronde, è risultata evidente la volontà di evitare la pioggia di incentivi che ha caratterizzato l’ultimo anno e pertanto non si esclude il possibile addio a molti bonus.

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Cashback, brutte notizie in arrivo: bonus a rischio cancellazione. Ecco il motivo

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Stando a quanto si evince da La Stampa, il governo ha a disposizione altri 15 giorni per poter modificare il Recovery Plan. Ebbene, proprio in tale ambito l’esecutivo potrebbe provvedere alla cancellazione di alcune misure che non risultano in linea con i parametri europei, in quanto non in grado di favorire un’effettiva crescita a livello economico. Tra questi si annoverano proprio i 5 miliardi di euro destinati al programma cashback.

Questi soldi, infatti, potrebbero essere destinati ad altre iniziative in grado di favorire l’occupazione. Un aspetto che non può passare di certo inosservato, soprattutto in un contesto particolarmente complicato come quello attuale, segnato da una difficile crisi dal punto di vista economia a causa del Covid. Al momento, comunque, si tratta solamente di rumors e non resta che attendere eventuali conferme o smentite da parte dell’esecutivo.