Occhio all’Iban. Di recente è stata scoperta una nuova truffa online, in seguito alla quale una vittima si è ritrovata con 20 mila euro in meno sul conto. Ecco cosa è successo.

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Grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie siamo in grado di comunicare in modo facile e veloce con persone e aziende che si trovano in ogni angolo del pianeta. A partire dai social network, fino ad arrivare alle mail, in effetti, abbiamo davvero l’imbarazzo della scelta. Tali strumenti, d’altronde, si sono rivelati particolarmente utili nel corso dell’ultimo anno, durante il quale, a causa delle varie restrizioni, ci siamo trovati costretti a trascorrere molto tempo a casa, lontano dai propri cari.

Oltre ai tanti vantaggi, però, dobbiamo prestare attenzione ai possibili pericoli. Assieme al maggior utilizzo di risorse online, infatti, sono aumentati i tentativi di truffa. Lo sa bene purtroppo la vittima di un raggiro, che si è ritrovato ad avere circa 20 mila euro in meno sul conto. Ma cosa è successo? Entriamo nei dettagli e scopriamolo assieme.

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Truffa online, occhio all’Iban: rubati circa 20 mila euro. Ecco cosa è successo

111mila euro scomparsi dal conto: è bastata una mail
E-mail da non aprire (Fonte foto: web)

È davvero incredibile la truffa scoperta dai finanzieri del comando provinciale di Treviso, ai danni di un imprenditore della provincia di Venezia. Quest’ultimo aveva pagato un bonifico di venti mila euro per l’acquisto di un’auto, salvo poi rendersi conto che al concessionario non era arrivato nemmeno un euro. La somma risultava regolarmente pagata, ma il denaro non era giunto a chi di diritto. Ma come è possibile? Ebbene, stando a quanto evidenziato dalle indagini, l’uomo è caduto nella trappola di una donna che ha organizzato una truffa ad hoc.

Quest’ultima, una 41ene romena residente in provincia di Padova, ha infatti sfruttato una frode informatica, nota ai più come “Man in the middle”. In pratica, dopo essere riuscita ad accedere, in modo abusivo, alla casella di posta elettronica della povera vittima, la donna ha agito in modo silenzioso, in attesa dell’opportunità giusta. Appena ha visto arrivare una e-mail con una fattura, quindi, ha provveduto in tempo zero a modificarla, alterando l’iban scritto sul file. In questo modo la vittima, convinto di pagare l’auto, ha eseguito un bonifico a favore della truffatrice. Dopo aver avviato le opportune indagini, quindi, le Fiamme Gialle sono riuscite a risalire all’identità dell’artefice di questo raggiro, che ora rischia una condanna fino a tre anni di reclusione.