Le restrizioni dovute dal covid hanno danneggiato gli italiani e i bonus elargiti dal Governo non hanno avuto gli effetti sperati. Si riuscirà ad avere dei soldi in tasca a fine pandemia? 

Soldi in tasca
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È noto da tempo che il covid non sta mietendo vittime solo nei letti di ospedale, ma anche da un punto di vista economico. Alcune persone si sono ritrovate a dover fare i conti con una situazione di indigenza del tutto inaspettata.

Il Governo Conte ha provato ad aiutare la popolazione elargendo vari bonus e proseguendo con il Reddito di Cittadinanza, ma non è bastato. Troppo lungo il periodo di chiusure tra lockdown dello scorso anno e coprifuoco degli ultimi mesi con tanto di zone rosse e arancioni che di certo non hanno dato una mano.

La situazione è critica è lascia spazio ad una riflessione su quello che potrebbe essere il futuro una volta che il nostro paese si riuscirà a liberare una volta per tutte da questo deleterio virus. 

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Soldi in tasca dopo il covid: i numeri di una crisi senza precedenti

Il Pil è crollato del 9,9% con una perdita di 156 miliardi di euro e all’orizzonte il futuro rimane piuttosto incerto. Nel 2021 si dovrebbe riuscire a recuperare il 4,1% con un saldo negativo di 73 milioni di euro.

In sintesi nel 2020 ogni italiano ha perso in media 2600 euro in termini di reddito e nei prossimi mesi dovrebbero rientrare circa 1400 euro nelle nostre tasche. La perdita rimarrebbe comunque cospicua e si aggirerebbe sui 1200 euro.

Proseguendo con i numeri che attestano il trend negativo, nel 2020 la spesa per gli acquisti è calata del 10,5% rispetto al 2019. Rapporto in denaro sono stati spesi 110 miliardi di euro in meno. Nel 2021 ci dovrebbe essere un incremento del 3,8% che la dice lunga sugli effetti a lungo termine della crisi scaturita con l’arrivo del covid.

Ancor peggiore è la situazione degli investimenti con un preoccupante -13,6%. Secondo i dati del Cgia di Mestre (confermati dall’Istat) il Bel Paese ha perso circa il 10% della propria ricchezza. Con queste premesse è difficile immaginare che alla “ripresa” si possano avere grosse cifre in tasca.